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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Troppi giovani hanno scordato la prudenza. C’è il rischio di nuove chiusure"

L'esperto polesano: "Il vaccino dovrà essere obbligatorio"

"Troppi giovani hanno scordato la prudenza. C’è il rischio di nuove chiusure"

Sulla nuova ondata di contagi che in questi giorni colpisce diverse regioni tra cui il Veneto, ecco l’opinione del polesano dottor Michele Franchi, medico specialista in igiene e medicina preventiva. I contagi negli ultimi giorni appaiono in aumento e si inizia a parlare di situazione di nuovo allarmante. Cosa dobbiamo aspettarci?

“Appare evidente come la ‘luna di miele’ tra Italia e Coronavirus stia finendo. Nelle ultime settimane il numero dei casi è in aumento, complici alcuni fenomeni migratori e il rientro di vacanzieri da zone a rischio. Per lo più sono colpite persone giovani, con quadri non gravi o asintomatici, tuttavia l’impressione è che stia diventando sempre più difficile gestire i focolai che stanno riaccendendosi nel nostro Paese. Anche in altre nazioni europee le cose non stanno andando bene: penso a Francia e Spagna che viaggiano sulle migliaia di nuovi casi al giorno. A livello mondiale il virus sta continuando a galoppare: quando siamo usciti dal lockdown agli inizi di maggio si contavano meno di 100 mila nuovi casi al giorno, oggi siamo arrivati a quasi 300 mila. Insomma, l’eccessiva tranquillità con cui abbiamo vissuto negli ultimi mesi non possiamo più permettercela: serve la massima prudenza”.

Giusto prevedere test o misure restrittive verso turisti che rientrano dall’estero?

“E’ sacrosanto sottoporre chi rientra ad uno o più tamponi, fino ad arrivare a periodi di quarantena per chi è stato in aree particolarmente a rischio. Per il resto sconsiglierei vivamente vacanze in Paesi che in questo momento non stanno riuscendo a controllare l’epidemia: l’Italia è stupenda, almeno quest’anno trascorriamo qui le nostre ferie”.

Esiste il rischio reale di nuovi lock-down?

“Se guardiamo ai dati ottenuti dai test sierologici, risulta come solo un italiano su 40 sia stato finora contagiato: 39 su 40 sono quindi ancora aggredibili da questo virus altamente contagioso. Il rischio di nuove chiusure quindi esiste ed è concreto. E’ chiaro che prima di arrivare a soluzioni estreme e generalizzate per tutto il paese saranno applicate misure locali e limitate ad alcuni settori, ma certamente non si possono escludere altri periodi difficili, anzi direi la curva dei contagi va purtroppo in quella direzione. Dipende comunque tutto da noi. A maggio, appena terminata la Fase 1 e con meno casi di oggi, le persone erano molto più scrupolose: indossavano mascherina e rispettavano le distanze consce del periodo difficile appena trascorso. Oggi vedo invece, complici anche le dichiarazioni superficialmente rassicuranti di qualche collega, molta più mollezza e superficialità, in particolare da parte dei più giovani che sembrano non rendersi conto di come un’estate durante una pandemia debba essere vissuta volente o nolente in modo differente dal solito. Non possiamo giocarci altre migliaia di vite permettendo assembramenti, feste, discoteche o simili. Se non ci sarà un’inversione di rotta, anche attraverso interventi decisi delle istituzioni a tutti i livelli, ci aspetta un autunno estremamente complicato”.

Cosa ne pensa dell’imminente riapertura delle scuole?

“Con i numeri che abbiamo oggi, si tratta di una strada percorribile. Bisognerà però valutare di settimana in settimana la curva dei contagi, tenendosi pronti ad un ritorno alla modalità ‘online’ qualora necessario. Giusto fare il possibile perché nelle aule venga mantenuto il distanziamento tra gli alunni, attraverso la separazione dei banchi e la diluizione di classi troppo numerose. Tutto questo ha ovviamente poco senso se poi gli stessi ragazzi una volta suonata la campanella si ammassano per ballare al baretto in spiaggia, come mi è capitato di vedere in questi giorni”.

Il presidente russo Putin ha annunciato la realizzazione di un vaccino efficace da parte della Russia, cosa c’è di vero?

“Ogni vaccino prima di essere commercializzato deve passare attraverso una serie irrinunciabile di fasi sperimentali che ne testino la sicurezza e l’efficacia. Il vaccino russo non ha seguito finora questi passaggi, si tratta quindi soltanto di una mossa propagandistica, nulla di concreto. Ci sono invece speranze relativamente ad altri preparati, ad esempio quello italo-inglese in studio ad Oxford: l’idea di arrivare ad un vaccino disponibile tra dicembre e marzo non è una chimera. In un recente sondaggio dell’Università Cattolica il 41% degli italiani intervistati ha dichiarato che probabilmente non si vaccinerà”.

Quale strategia adottare per bloccare definitivamente il virus?

“E’ chiaro che quando sarà disponibile il vaccino dovrà essere somministrato a più persone possibile, anche imponendo l’obbligatorietà: se non si raggiungerà la famosa immunità di gregge il virus continuerà a circolare, mietendo altre vittime e impedendoci di tornare ad una vita normale. Penso ad un attestato di vaccinazione necessario per entrare a scuola, al cinema, al ristorante, negli uffici pubblici: non possiamo permetterci di veder ulteriormente danneggiata l’economia del Paese per i timori infondati di una parte di popolazione poco informata”.

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commenti 1
  • diduve

    18 Agosto 2020 - 09:09

    Non e' che l'hanno scordata... non ne hanno proprio di prudenza.

    Rispondi

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