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OCCHIOBELLO

L'Outlet di Occhiobello chiude, "Ora non diventi un centro accoglienza"

Il monito della minoranza

L'Outlet di Occhiobello chiude, "Ora non diventi un centro accoglienza"

Anche il gruppo di minoranza “Occhiobello per Te”, guidato dalla capogruppo Irene Bononi, interviene sulla questione della definitiva chiusura dell’Outlet, avvenuta ufficialmente lo scorso venerdì 7 agosto, quando è stata pubblicata nel portale dei fallimenti del tribunale di Rovigo la formale procedura che ha individuato in Nicola Rizzo il commissario e in Elisa Romagnoli il giudice delegato, in relazione alla procedura di concordato con riserva richiesta.

“Sarebbe stato un grande traguardo vederlo in piena funzione, ma se non ci si crede non si va da nessuna parte – fanno sapere dalla minoranza consigliare - Ne abbiamo sentite tante, apertura no, apertura sì, poi nuovi arrivi mai visti. Noi ci abbiamo creduto fino all’ultimo giorno, perché il territorio ne aveva bisogno. Doveva essere un’opportunità e si doveva aiutare di più. Ora purtroppo non sarà facile e probabilmente impossibile e questa definitiva chiusura aumenta ulteriormente il numero dei posti di lavoro persi dal nostro territorio, che difficilmente saranno recuperati. Ma fa ancora più paura quella che potrà essere la rivisitazione e il futuro riutilizzo di una struttura del genere – continuano dall’opposizione - Si è sentito parlare di cittadella sanitaria; ma a vantaggio di chi? Le realtà sanitarie del territorio, che tra l’altro stanno facendo grandi investimenti per un servizio di pubblica utilità sono d’accordo? I comuni limitrofi accetteranno un accentramento di questo tipo? L’amministrazione di Occhiobello a nostro parere ha fatto dichiarazioni avventate in questo senso e lo stesso direttore generale dell’Ulss 5 ci pare abbia smentito tra le righe alcune dichiarazioni relative a questa possibilità. Allora potrebbe avere un futuro centro ‘solo sociale’? Si parla tanto in Italia di necessità di centri di accoglienza – affermano i consiglieri di Occhiobello per Te - Speriamo non sia questo il futuro della struttura sul nostro territorio. Uno studentato? A chilometri di distanza dalle università e senza adeguati servizi? Nemmeno questa sarà una possibilità così semplice e scontata. Tutto ciò, ricordiamoci bene, sarà una decisione dei privati e oggi di chi ne fa le veci. Almeno ricordiamo all’amministrazione di cercare di rientrare di quanto dovuto dall’attuale società e mai versato nelle casse comunali – concludono - Speriamo che almeno di questo siano capaci”.

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