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CORONAVIRUS IN VENETO

Scuola nel caos: "Trasporti, tanti studenti resteranno a piedi"

Si pone il problema del trasporto verso gli istituti, visto che i mezzi non potrano viaggiare a pieno carico

Scuola nel caos: "Trasporti, tanti studenti resteranno a piedi"

28/08/2020 - 11:49

Mezz’ora in autobus a pieno carico? Non pensateci nemmeno: il Comitato tecnico scientifico gela le richieste delle Regioni e delle aziende del trasporto pubblico.

In audizione in commissione cultura alla Camera, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo lo ha detto chiaramente: gli autobus "potranno avere l’occupazione massima solo per 15 minuti. Chi organizza quindi i percorsi degli scuolabus deve tenere presente che il mezzo deve essere ben predisposto per assicurare un tempo al massimo di 15 minuti per il contatto stretto".

"Ci rendiamo conto della criticità di accennare a una tempistica, ma non siamo in grado di dilatare i 15 minuti. Ogni volta che si fanno deroghe - ha spiegato il coordinatore del Cts - il margine di rischio aumenta. Poi possiamo dire che accettiamo il rischio".

Ma subito divampa la polemica. E il presidente del Veneto Luca Zaia avvisa: se il governo non cambia impostazione - ha detto - il rischio è che "lasceremo tanta gente a terra. Io non ho mai ritirato l’ordinanza - ha continuato Zaia facendo riferimento alle misure sul trasporto in Veneto - sembra si arrivi all’80% della capienza, ma secondo me è ancora poco", ha sancito, ribadendo che i mezzi - a suo avviso - potrebbero tranquillamente viaggiare a pieno carico, con i passeggeri sottoposti all’obbligo di mascherina. Quindi ha aggiunto: "Io ho l’allergia ai plexiglass ed è assurdo pensare di metterli nei bus o nei treni".

Ma il Cts - e, dunque, il governo - non cede di un millimetro: "Sul trasporto pubblico locale abbiamo dato alcune indicazioni che stiamo formalizzando", ha affermato ancora Miozzo, spiegando che si valutano e analizzano "gli studi e le verifiche effettuate sui contagi sui trasporti pubblici", e che quello che è emerso "di scientificamente rilevante nella comunità internazionale" è legato "all’uso delle mascherine".

"Abbiamo dato indicazioni anche sulla riorganizzazione degli orari di ingresso e uscita da scuola per dilazionare il flusso delle persone nelle ore di punta - ha spiegato Miozzo - c’è la necessità di aumentare il numero delle corse, di sollecitare l’uso della mascherina per tutti e anche di scaricare l’app Immuni e di installare dispenser di gel a bordo dei mezzi".

Ma, nelle parole del coordinatore del comitato tecnico scientifico, non è mancato un duro monito: "Se l’andamento dell’epidemia dovesse schizzare verso l’alto - ha detto, alla Camera - state pur certi che alcune altre precauzioni dovranno essere prese". Il riferimento è a nuovi "ockdown locali nelle peggiori delle ipotesi". Non più - se non altro - un lockdown generale. "Questa è una memoria del passato", ha concluso. Ma, a due settimane dalla ripresa delle scuole, la confusione sul come gestire la ripartenza è ancora tanta.

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