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Corsi di recupero, dovevano partire oggi, invece...

In teoria da oggi centinaia entrano in classe, ma molti istituti devono decidere come e quando

Corsi di recupero, dovevano partire oggi, invece...

Dovevano partire oggi i corsi di recupero per gli alunni più in difficoltà che sono stati promossi con qualche insufficienza da compensare (i cosiddetti debiti formativi). Ma in molti istituti superiori del Polesine la possibilità degli studenti di recuperare prima dell’inizio delle lezioni sarà posticipata, in altri casi gli alunni sono stati avvisati dell’inizio dei corsi last minute, in qualche caso si deve ancora decidere.

Ecco che il primo banco di prova per gli istituti superiori del Polesine, come nel resto di Italia, si è rivelato un caos, che fa tremare al pensiero della grande riapertura del 14 settembre.

I 300 studenti degli istituti I.I.S. "Viola-Marchesini", Ita "Munerati" di Rovigo e Itg "Bernini" inizieranno domani e le comunicazioni sono state tempestive: “Si trova tutto nel sito o nel registro elettronico - rassicura Isabella Sgarbi, dirigente dei tre plessi - Il sito in questo momento è lo strumento migliore che abbiamo è la nostra piazza ed è scritto tutto lì. In questo momento stiamo facendo formazione ai 40 docenti che devono venire domani (oggi per chi legge ndr) per sapere come si devono comportare se uno studente è ammalato o con la webcam”. Già da oggi qualche studente con il raffreddore potrà seguire i corsi da casa e la Sgarbi, forte della sua organizzazione sostiene: “Dobbiamo stare tranquilli, intanto perché questi ragazzi positivi sono asintomatici, dunque stiamo arrivando all’immunità di gregge. Ci saranno le precauzioni e le scuole sono pronte. I genitori ci aiuteranno con i trasporti e arriveranno in autonomia, visto il problema nazionale dei trasporti scolastici. Noi abbiamo il 50% degli studenti da fuori Rovigo. Arrivano anche da Porto Tolle e dalla Bassa Padovana. Qualcuno seguirà le lezioni da casa”.

I corsi partono, dunque al Viola Marchesini, al Munerati e al Bernini, ma non per tutte le materie, solo per tre blocchi: italiano, matematica e inglese, oltre alle materie di indirizzo per il triennio.

“Saranno per noi le prove generali e le faremo nella sede del Viola perché negli altri ci sono i cantieri in corso - dice Sgarbi - abbiamo 1.486 studenti quest’anno e ognuno di loro ha la possibilità dal sito di vedere anche le mappe degli istituti per capire dove si entra”.

E’ ancora al lavoro per sistemare le entrate e le uscite del liceo Primo Levi di Badia Polesine, il dirigente Amos Golinelli, e per i corsi di recupero è ancora al lavoro: “Gli organici sono ancora incompleti - spiega - Abbiamo ancora diversi punti di domanda. Ma a giorni faremo un collegio docenti per partire con il recupero dal 7 settembre. Recupero che probabilmente sarà fatto . Questa sarà la mia proposta, in base alla disponibilità dei docenti”. Per gli alunni con difficoltà che partiranno con una settimana di ritardo rispetto alla tabella di marcia, “il recupero andrà avanti per tutto l’anno”. Si tratta di un centinaio di ragazzi tra Levi ed Einaudi.

Al Bocchi-Galilei di Adria, oggi sarà il giorno del collegio dei docenti per decidere sui recuperi. “Farò delle proposte - spiega la dirigente Silvia Polato - per quanto riguarda l’attivazione di corsi di recupero per evitare di fare sportelli e corsi poco efficaci, ma fare un lavoro di programmazione, partendo dalla didattica inclusiva che permette a chi è in difficoltà di lavorare insieme ai colleghi per migliorare l’apprendimento”.

In generale, spiega ancora Polato, la didattica a distanza ha penalizzato tutti, studenti preparati e studenti con difficoltà: “All’interno delle ore del mattino che iniziano il 14 settembre io proporrò di lavorare di più a livello di programmazione. Occorre fare un ripasso del programma a partire dalla prima, tutti i ragazzi sono stati privati di ore preziose in presenza. Bisognerà dunque lavorare anche con loro per un recupero generale. Abbiamo esperienza di corsi di recupero inutili, invece io propongo di rinviare il percorso di recupero per personalizzarlo contemporaneamente con gli alunni più bravi che saranno utilizzati come tutor per quelli più in difficoltà. Negli anni abbiamo visto che queste metodologie sono più efficaci”.

Per molte famiglie e per molti alunni è il caos nel caos. Con qualche inevitabile disastro formativo che i nostri giovani studenti soffriranno sulla propria pelle e sui propri curricula fra qualche anno.

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