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LA SEGNALAZIONE

"Ma il virus la domenica fa festa? Non c'è nessuno che controlla gli accessi in ospedale"

Compostella: "Visite limitate per la sicurezza dei degenti. Verificheremo, ma serve responsabilità"

"Ma il virus la domenica fa festa? Non c'è nessuno che controlla gli accessi in ospedale"

“Ma il virus la domenica fa festa?” Se lo chiedono diversi polesani che segnalano un allentamento dei controlli sugli accessi ai reparti dell’ospedale di Rovigo. Accessi contingentati proprio a causa della pandemia da Covid 19, che ha imposto una sola visita di 10 minuti, al giorno, per ciascun degente nei vari reparti del Santa Maria della misericordia.

Eppure le segnalazioni di chi ha notato i furbetti delle visite si susseguono. Segnalazioni di un sistema di restrizioni che soprattutto la domenica “fa acqua”. “Durante i giorni di festa - racconta una polesana - i controlli agli accessi nei reparti ospedalieri sono pochi o nulli. io stessa ho potuto constatare che l’entrata generale dell’ospedale è meno sorvegliata, ci sono i varchi col termoscanner per misurare la temperatura, è vero, ma i controlli sono minori, non vengono applicati i braccialetti di riconoscimento ed anche chi verifica la temperatura non è sempre presente, per non dire poi degli accessi ai reparti, ci sono visitatori che si alternano nelle camere dei pazienti, a volte anche due alla volta per ciascun degente. Capisco che di domenica c’è meno personale in servizio e che sorvegliare continuamente corridoi, sale d’attesa e camere nei reparti sia piuttosto difficile, ma si tratta di garantire piena sicurezza per tutti. A partire dai pazienti”. “O forse - chiude con sarcasmo - anche il coronavirus di domenica non circola e osserva il giorno di riposo?”

Il direttore dell’Ulss 5 Antonio Compostella spiega che “si tratta di furbizie da poco. Ricordo che le limitazioni agli accessi non sono state disposte per fare un dispetto alle persone o per impedire ai pazienti di ricevere visite. ma sono state una scelta proprio per preservare la salute dei degenti e di tutti in generale”. Il numero uno dell’azienda sanitaria aggiunge che “verificherà questa situazione con i coordinatori dei vari reparti, ma preciso anche che nei giorni di festa i varchi per misurare la temperatura sono sempre attivi e così pure i controlli sugli accessi. Forse il braccialetto non sarà sempre applicato al polso di chi è autorizzato ad entrare, ma questo perché la domenica non ci sono visite mediche e quindi c’è meno gente che accede all’ospedale. In ogni caso si tratta di avere senso di responsabilità, ridurre numero e tempo delle visite è una garanzia di sicurezza per tutti, usare piccole furberie per arginare questi protocolli è, appunto, da irresponsabili”.

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