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L’INTERVISTA

Il “ritorno” discreto di Giordani

L’avvocato sempre a fianco di Lega: “Il Polesine ha bisogno di valorizzarsi e promuoversi di più”

Il “ritorno” discreto di Giordani

A partire dal 2011, in epoca Piva, è stata vicesindaco di Rovigo e assessore alla Polizia Locale. Poi, dopo l’esperienza in amministrazione a Rovigo, l’avvocato Monica Giordani ha scelto un periodo dietro le quinte della politica, “per motivi personali, ho prediletto il lavoro e il tempo da dedicare a mio figlio”, dichiara la candidata della lista “Zaia”. Ma non è mancata la sua presenza nell’associazionismo come vicepresidente del circolo tennis di Rovigo, nel consiglio direttivo dell’Ucid e nel direttivo dell’Aido di Rovigo.

Giordani, il suo impegno politico, in realtà, non è mai scemato e ne ha dato esempio alle ultime comunali, dove si è spesa molto per Monica Gambardella.

“Ci tengo a precisare che ho preferito stare dietro le quinte non perché la politica o le persone non si confacessero alle mie idee e ai miei modi di fare, ma perché per un periodo ho deciso di fare la mamma a tempo quasi pieno, dividendo la ia giornata tra lavoro e figlio”.

Cosa non è andato nella scorsa campagna elettorale?

“E’ stato un momento particolare. E’ venuta a mancare la credibilità da parte degli elettori sull’operato dell’amministrazione”.

Cosa è cambiato a suo parere, in questi nove anni fuori dalle scene, nella politica a livello locale e nazionale?

“Nel nostro partito ci sono state evoluzioni non dipese da noi, a livello nazionale. Abbiamo seguito quel corso, ma anche se le persone cambiano, la linea è sempre quella della Lega. A Rovigo c’è un’amministrazione che non è quella per la quale mi ero adoperata anche io. E’ un’amministrazione con cui si vorrebbe in qualche modo trovare un punto di incontro, ma si fa fatica”.

Invece Zaia, ha i sondaggi dalla sua parte, è più tranquilla?

“Non è che io ambisca a chissà cosa. Io dico, come dice Zaia, intanto andate a votare, vota chi vuoi, ma vai a votare. E’ logico che nel mio piccolo chiedo di votare Giordani, ma l’importante è che si arrivi all’obiettivo comune. E’ vero che Zaia lo danno in continuità, ma questo è dovuto al lavoro di squadra in questi anni. A Villafranca Luca Zaia ha elencato le opere fatte, la Pedemontana, le Olimpiadi, le colline del Prosecco patrimonio dell’Unesco. La sua persona durante la pandemia, ha attratto quegli elettori che non avrebbero votato. Io fuori dalla nostra regione incontro persone che mi dicono ‘Uno Zaia lo vorremmo noi’”.

Come sta andando la sua campagna elettorale, che feedback ha?

“Sono contenta perché da qualsiasi parte mi rivolga mi dicono che sono contenti che io ci sia. La fiducia delle persone mi fa andare avanti, poi i numeri ci daranno ragione”.

Lei è una donna discreta, che tipo di campagna ha impostato?

“Io sto contattando i conoscenti e spero nel passaparola. Sono una persona discreta, è vero, e questo si scontra con la politica più sfacciata. Ma io voglio dare la mia impronta, sono me stessa”.

Cosa si propone di fare per il Polesine in Regione?

“Io mi faccio portavoce delle esigenze del territorio, ci sono persone come Cristiano Corazzari che per anni hanno ascoltato il territorio e affrontato i problemi. Valorizzerei molto il Parco del Delta. Qualcuno dice di noi che abbiamo la vocazione alla povertà, tendiamo a limitare le nostre risorse che sono molto ricche e viviamo tutto sottotono. Ma bisogna promuoversi di più”.

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