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SCUOLA E CORONAVIRUS

Mensa? Si mangerà seduti al banco, in classe. E il doposcuola? Un grande interrogativo

Tanti i dubbi e le defezioni. Per Serenissima: “Se meno lavoro, dovremo agire sul personale”

Mensa? Si mangerà seduti al banco, in classe. E il doposcuola? Un grande interrogativo

Il doposcuola è “sconsigliato” dall’Ufficio scolastico regionale, le mense, invece, partiranno, in sicurezza, con il vassoio al banco dove non ci saranno gli spazi per il refettorio. L’avvio dei servizi collegati alla scuola a Rovigo è l’ennesimo banco di prova di questo caldo settembre.

Con uno “speriamo”, che sale dal cuore, Maria Rita Pasqualini, dell’Istituto comprensivo 1 di Rovigo segnala i dubbi e gli ostacoli che si sono posti in queste settimane di continui incontri anche con il Comune di Rovigo, che gestisce il servizio mensa e che ha anche dimezzato i costi fino a fine dicembre, quasi a incentivarne l’utilizzo.

Per il doposcuola, invece, soprattutto quelli gestiti da cooperative e società esterne è un terno al lotto. “Per le mense non ci sono problemi - spiega la dirigente - nelle scuole dell’infanzia funzionerà regolarmente seduti al loro banco. Mangiano nella loro classe, anche perché quest’anno ci deve essere sempre lo stesso gruppo per la tracciabilità”.

Il doposcuola, invece, sarà la trappola, perché gli esterni non riescono a garantire che più alunni di classi diverse non si ritroveranno in una classe diversa insieme per fare i compiti e il cosiddetto “rientro”. In questo modo, se dovesse malauguratamente capitare che un piccolo studente che frequenta il doposcuola risulti positivo, andranno isolati non solo i compagnetti di classe, e i contatti diretti, ma eventualmente anche le classi collegate a chi con il bimbo malato ha frequentato il doposcuola.

“E’ da valutare solo concretamente - spiega Roberto Tovo, assessore all’Istruzione di Rovigo - ma sarà l’Ulss 5 di volta in volta a decidere chi mettere in quarantena”.

“Le disposizioni in merito al Covid - assicura Pasqualini - sono garantite. Noi concediamo le classi, l’unica cosa che non riescono a garantire è che sia lo stesso gruppo della classe”. Un rimescolamento che non giova affatto al contenimento del virus.

“La catena si allunga - commenta la dirigete scolastica - e quello che ci preoccupa è che insieme agli alunni vengono messi in quarantena gli insegnanti. L’ufficio scolastico consiglia che non venga fatto, ma come proibirlo? I genitori lo chiedono e ne hanno bisogno”. In tante famiglie anche a Rovigo si stanno attrezzando con baby sitter e aiuti esterni, dove la risorsa preziosa dei nonni manca o non è sufficiente. Ma è chiaro che questa scelta ha costi sociali notevoli per le famiglie. “Le cooperative che entrano a scuola avranno un registro di tracciabilità, ma la mia preoccupazione è alta - non nasconde Pasqualini - Dobbiamo iniziare per vedere l’effetto che fa”.

Lo stesso problema, in realtà, si verificherà, fa notare l’assessore Tovo, nel caso di attività sportive extrascolastiche. Nell’indagine su un caso positivo, potrebbero rientrare anche i contatti avuti nella società sportiva e a ricaduta nella classe. “C’è da gestire le transizioni - dichiara Tovo - di gruppi epidemiologici diversi. Non sarà facile”. Ma d’altro canto i piccoli studenti hanno vissuto un intero semestre in casa, bisognerà pur cominciare da qualche punto fermo.

Per la partita delle mense, Tovo è tranquillo: “Al momento l’adesione all’orario continuato non ha subito variazioni, anche se il servizio mensa e il rientro non comincerà da subito ma nelle prossime settimane. Abbiamo gestito gli spazi per evitare affollamenti. Si consumeranno i pasti dentro le aule. Vedremo con le settimane se ci sono defezioni al servizio mense, la gestione è molto dinamica”.

Anche in questo caso, le defezioni impatteranno anche sui costi e sulle imprese che lo erogano. Nel caso delle mense a Rovigo c’è la Serenissima Ristorazione, il gruppo che fa capo a Vicenza, ma che serve tutta Italia. Flavio Faggion, ad del gruppo, è chiaro: “La modalità che abbiamo proposto anche in altre parti d’Italia garantisce sicurezza e fiducia da parte dell’utenza. Abbiamo risposto a tutti i protocolli e i nostri addetti sono formati. E’ comprensibile che il genitore abbia preoccupazione, ma quello che proponiamo è un servizio a zero rischi. Ad esempio, i materiali usati sono tutti sterili e usa e getta. Se ci sono gli spazi si mangerà nel refettorio, o altrimenti sul banco. La nostra preoccupazione, tuttavia è che con meno adesioni, in una percentuale che attualmente abbiamo calcolato del 20-30%, saremo costretti a ridurre il personale, con problemi anche per i nostri dipendenti. Quest’anno senza refezione scolastica, che rappresenta il 35% del nostro fatturato, abbiamo avuto una perdita che ha lasciato il segno”.

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