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Turatti: “Tracciabilità contro le truffe”

La candidata cavarzerana della Lega: “Un Qr code per le confezioni di Radicchio Igp di Chioggia contro i raggiri nelle tavole”

Turatti: “Tracciabilità contro le truffe”

“Attivare un progetto pilota regionale per la tracciabilità del radicchio Igp di Chioggia attraverso la tecnologia blockchain”. E’ la proposta lanciata da Ilaria Turatti, cavarzerana candidata al consiglio regionale nella lista della Lega. In provincia di Venezia la zona di produzione del radicchio Igp comprende i soli comuni di Chioggia, Cona e Cavarzere. “Si tratta di un prodotto – è la riflessione della candidata – che rappresenta un patrimonio per il nostro territorio, dobbiamo tutelarlo e contrastare la contraffazione”. Ecco che, con la tecnologia blockchain, la più sicura esistente sul mercato per la tracciabilità, attraverso un semplice Qr Code il consumatore potrebbe accedere alla carta d’identità del prodotto a partire dal campo dove il radicchio è stato raccolto e risalendo l’intera catena della distribuzione.

“A livello nazionale - spiega - sono partite nei mesi scorsi le prime esperienze di tracciabilità blockchain da parte dei Consorzi, come quella del consorzio di tutela Igp pomodoro di Pachino in Sicilia. Si tratta di progetti made in Veneto, messi a punto da una pmi innovativa della nostra Regione, Ez Lab, che ho incontrato nei giorni scorsi: una realtà considerata un’eccellenza a livello internazionale in tema di blockchain tanto da essere inserita con i suoi casi di applicazione nello studio dell’Ocse e Ministero dello sviluppo Economico ‘La blockchain per Pmi e startup’”. Turatti spiega poi che “il progetto per la tracciabilità del radicchio potrebbe poi essere esteso anche agli altri prodotti del nostro territorio, penso per esempio alla patata di Sottomarina, al mais, alle carote, alle noci”.

Non solo: per valorizzare le nostre produzioni e sostenere al tempo stesso le attività ricettive, aggiunge la candidata, “voglio puntare sull’introduzione di un marchio specifico da assegnare alle attività di ristorazione e agli alberghi che si impegnano a utilizzare nel loro menù i prodotti a Km zero premiando la produzione locale. Attraverso il Qr code e la tracciatura blockchain cittadini e turisti potrebbero così conoscere l’origine e la storia di ogni prodotto e apprezzarne ancor più la qualità”. “Si tratta di un progetto – conclude Turatti - che mi piacerebbe portare avanti con il contributo di tutto il territorio, ascoltando le categorie economiche, il consorzio tutela del radicchio di Chioggia e i diversi soggetti che ruotano attorno al mercato orticolo. Sono aperta al confronto e aspetto i vostri contributi di idee e di proposte”.

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