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IL CASO

20mila euro per fare la guerra ai pescatori

La Provincia prosegue nello scontro frontale

"La Liberazione oggi? Aiutare e accogliere i profughi"

Ivan Dall'Ara, presidente della Provincia

Lo scontro non si attenua, neppure lontanamente. La Provincia di Rovigo e il Consorzio Cooperative pescatori del Polesine di Scardovari, sono, ormai, su posizioni completamente contrapposte.

La frattura si è consumata, nel mesi scorsi, sul fronte dei diritti esclusivi di pesca. Si parla, cioè, del diritto di allevare e raccogliere molluschi nelle lagune interne del Comune di Porto Tolle. Un settore fondamentale per l’economia bassopolesana, trainante per tutta la zona di Porto Tolle.

Un istituto giuridico, quello dei diritti esclusivi di pesca, che non ha praticamente altri corrispondenti in Italia. Per lungo tempo, questo diritto, che è in capo alla Provincia, è stato trasmesso, con convenzione, al Consorzio delle cooperative di Scardovari, dietro il pagamento di un canone. Quasi un automatismo. Al momento dell’ultimo rinnovo, però, qualcosa si è inceppato, nel meccanismo. In particolare, la diffida di un altro soggetto, interessato ai diritti esclusivi, a Palazzo Celio a procedere come in passato.

Ne è nata una situazione di stallo. La Provincia, a quel punto, pensava a una proroga "ponte" per valutare la situazione, magari con la prospettiva, nell’immediato futuro, di mettere a bando i diritti esclusivi, come, sino a quel momento, mai era avvenuto; mentre il Consorzio di Scardovari, da parte sua, domandava, ormai da tempo, un affidamento di più ampio respiro, così da potere anche mettere in cantiere quegli interventi e quelle progettualità dei quali e delle quali le lagune hanno bisogno. In pratica, un affidamento pluriennale, che consentisse di investire su interventi strutturali e anche di potere accedere a importanti linee di credito, proprio alla luce di un progetto esteso su un lungo arco temporale.

Il clima si è via via arroventato, con esposti reciproci alla magistratura, situazioni non del tutto chiare, come la repentina comparsa di un presunto secondo Consorzio di Porto Tolle interessato a concessioni di pesca, poi sparito altrettanto velocemente, e una contrapposizione crescente.

Alla fine, la situazione è stata sostanzialmente politica: parte del consiglio provinciale, in particolare sindaci e rappresentanti del Bassopolesine, ma non solo, hanno messo in minoranza il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara, portando in consiglio e votando una concessione dei diritti esclusivi in capo al Consorzio per 15 anni. Atto amministrativo che, a oggi, non risulta impugnato.

Non è però finita qui, dal momento che esiste un secondo fronte di scontro: ossia, il rilascio di una quarantina di permessi di pesca - veri e propri nulla osta al lavoro in laguna - che il Consorzio ritiene che Palazzo Celio debba concedere, ai sensi della convenzione esistente. A oggi, non è ancora avvenuto. Dopo mesi di tira e molla, il Consorzio ha presentato un ricorso al Tar, Tribunale amministrativo regionale, del Veneto, "per la dichiarazione di illegittimità del silenzio - inerzia serbato dall’amministrazione provinciale di Rovigo in relazione alle istanze" del Consorzio.

In prima battuta, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, dal momento che la giurisdizione non sarebbe del Tar, ma del giudice ordinario, dal momento che la controversia riguarda una convenzione che ha carattere privatistico. Valutazione erronea, ribadisce nel ricorso il Consorzio, dal momento che qui non è in ballo - argomenta la nuova istanza - un contenzioso tra privati, ma il comportamento di una pubblica amministrazione che non risponde a una richiesta.

Intanto, il Consorzio ha anche depositato un esposto alla Corte dei conti legato a questa vicenda, segnalando che la Provincia, pur dotata di un proprio legale interno, per andare allo scontro sui permessi di pesca con i pescatori, ha incaricato un legale esterno, spendendo circa 11mila euro. Il Consorzio, quindi, ha chiesto di valutare se vi siano gli estremi del danno erariale, ossia, in parole povere, di spesa non necessaria di soldi pubblici.

Mossa che non deve avere particolarmente intimorito la Provincia di Rovigo, però. Dal momento che, di recente, il presidente dell’ente, Ivan Dall’Ara, ha deciso non solo di costituirsi in giudizio contro il Consorzio anche di fronte al Consiglio di Stato, ma anche di incaricare di nuovo il medesimo legale esterno che aveva seguito il contenzioso in primo grado. Di conseguenza, è stata impegnata una somma nell’ordine dei 20mila euro.

Lo scontro, quindi, prosegue, frontale e senza alcun avvicinamento, tra le parti. E le spese continuano a lievitare.

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