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CARABINIERI

Promosso il cacciatore di omicidi

Nicola Di Gesare diviene tenente colonnello e prende servizio a Pesaro, dopo sette anni qui

Promosso il cacciatore di omicidi

Nicola Di Gesare, tenente colonnello dei carabinieri

Dopo sette anni, è il momento dei saluti. Con un po’ di commozione, perché in Polesine si arriva diffidenti e si parte pensando che sarebbe bello restare, ma con la consapevolezza di avere fatto un ottimo lavoro, che ha fruttato una doppia promozione: di grado, da maggiore a tenente colonnello dei carabinieri; e di ruolo, da comandante del Nucleo investigativo di Rovigo a quella di comandante del Reparto operativo a Pesaro, incarico che Nicola di Gesare assumerà nei prossimi giorni.

Non è comunque un addio: non potrebbe esserlo, dal momento che l’ufficiale dell’Arma ha casa e famiglia in Polesine.

Un arrivederci, quindi, che arriva dopo sette anni di grande lavoro, che hanno consolidato un primato non semplice da conseguire: in questo arco di tempo, non breve, sono stati risolti tutti gli omicidi, non pochi, per gli standard del Polesine, che si sono verificati.

Di Gesare e il suo gruppo di investigatori del Nucleo investigativo, espertissimi, sono riusciti ogni volta a venire a capo del caso. E, attenzione, non si parla solo di omicidi nei quali sin da subito i fatti potevano apparire chiari, come, per esempio, quella notte di follia nella quale, al canile comunale di Fenil del Turco, due vite vennero spezzate in pochi minuti da un omicida che poi si tolse la vita con la stessa pistola.

Ci sono stati anche veri e propri gialli, che spesso hanno visto i carabinieri partire con scenari non facili: l’omicidio di Sereno Berveglieri, muratore in pensione di San Pietro Polesine, picchiato e soffocato nella sua abitazione; quello di Miranda Sarto, uccisa nella sua abitazione di Porto Viro poi data alle fiamme; quello di Antonio Piombo, barista in pensione, mite e benvoluto, trovato freddato a colpi di pistola in golena a Canaro.

Ogni volta, con pazienza, ma soprattutto con tanto lavoro, tenacia, intuizioni e amore per il proprio mestiere, il risultato è stato portato a casa.

Oltre a quelle relative ai fatti di sangue, tante altre complesse indagini, come quella che ha consentito di sgominare una banda di altissimo livello, specializzata nello svuotare forzieri e bancomat, senza assalti esplosivi o azioni simili. Ma anche quella che, condotta assieme ad altri comandi, ha consentito di arrestare gli stranieri che, nell’estate del 2018, avevano cominciato a rapinare anziani in casa, picchiandoli a sangue. Non sono rimasti a piede libero a lungo.

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