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IL CASO

Rettore (Cna): "Contributi per i Dpi? E’ stata una doccia fredda"

Possono accedervi solo coloro che non abbiano ricevuto altri contributi

Da RovigoBanca 10mila mascherine per le case di riposo

Il 14 settembre scorso, a tre giorni dall’uscita della circolare dell’Agenzia delle entrate che riduceva al 9,4% il credito fiscale esigibile rispetto alle spese che le imprese avessero fatto, o faranno, per sanificazioni e dispositivi di protezione, Unioncamere Veneto e Regione hanno pubblicato un bando con un plafond da 3 milioni di euro rivolto alle imprese per le spese effettuate per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.

Un’ottima iniziativa, quella dell’ente camerale e della Regione, se non fosse che, nel bando, è specificato che possono accedervi solo le imprese che “non ricevano altri contributi pubblici per le spese oggetto del finanziamento”. E visto che sembra quantomeno probabile che tutte le imprese abbiano chiesto il credito fiscale rispetto alla possibilità concessa dalla presidenza del consiglio dei ministri nei primi dpcm su sanificazione, mascherine e gel, a quei 3 milioni di euro ben pochi potranno accedere. Men che meno quelli che si sono visti tagliare il credito fiscale di sette volte con la circolare di cui sopra. “E’ stata una doccia fredda - commenta il direttore di Cna Rovigo, Matteo Rettore - e anche se avevamo sentore che non sarebbe stato del 60%, nemmeno immaginavamo che si riducesse a poco più del 9%. Ci siamo rimasti molto male, ma soprattutto le imprese hanno visto questo come una presa in giro. Ci stiamo muovendo in due direzioni - prosegue Rettore - una sindacale, ovvero stiamo chiedendo che il governo aumenti la dotazione del fondo, cosa che permetterebbe alle imprese di recuperare una parte delle spese sostenute”.

“Tante però non hanno fatto domanda - informa il direttore della Cna - specie chi opera in situazioni promiscue, dagli autotrasportatori ai cantieri, ai quali servivano soprattutto mascherine. Peraltro è la seconda volta che su questo tema succede una cosa simile, anche per il click day dell’Inail, sono entrate solo le imprese che ci sono riuscite nei primi secondi di apertura. Quello doveva essere un campanello d’allarme per il governo sulla scarsità dei fondi impegnati”.

Rettore poi parla del provvedimento di Unioncamere e Regione. “Da quanto abbiamo appurato fino a ora, rimarranno esclusi sia quelli che hanno partecipato al click day dell’Inail che quelli col credito d’imposta, anche se ancora stiamo facendo verifiche - conclude - ma è una opportunità per tutti gli altri”.

Il bando, finanziato dalla Regione Veneto e dalle cinque Camere di commercio del territorio, prevede un contributo pari all’80% delle spese sostenute sino ad un importo massimo di 4mila euro, corrispondente ad una spesa ammissibile pari o superiore a 5mila euro.

Nello specifico due milioni sono destinati alla copertura di spese sostenute per investimenti (dispositivi di rilevazione della temperatura, attrezzature per la sanificazione dei locali, pannelli divisori, etc.), mentre, un milione è previsto per la copertura di spese di natura corrente (mascherine, guanti, gel igienizzanti, etc.). La singola impresa può presentare domanda di contributo per una delle due linee, oppure per entrambe. Le domande di contributo potranno essere inviate dal 28 settembre al 28 ottobre prossimi.

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