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ARIA

Dal 1° ottobre, divieti antismog

Rovigo registra livelli di inquinamento peggiori di Milano. “Proporremo misure più strutturali”

Smog oltre i limiti consentiti,  si avvicina il blocco del traffico

La prima nebbia del mattino e l’aria che comincia a essere pesante, annunciano l’arrivo dell’autunno e con esso l’aumento delle polveri sottili in città. Rovigo, lo ricordiamo, ha un primato poco ragguardevole, con i livelli di inquinamento dell’aria che in Italia arrivano a essere peggio di quelli della industrializzata e metropolitana Milano.

L’assessore all’ambiente di Rovigo Dina Merlo, infatti, è già al lavoro per pubblicare un’ordinanza che già dal 1° ottobre limiti la circolazione dei diesel in città e che ponga anche tetti all’uso degli impianti di riscaldamento. “Stiamo ultimando il documento, che verrà divulgato a breve”, assicura il referente dell’Ambiente per Rovigo.

Per misure più strutturali, invece “attendo di discuterne con la giunta - non si pronuncia Merlo - ma ce ne sono in programma. Anche se con la sistemazione delle piste ciclabili in molti quartieri di Rovigo, stiamo promuovendo a spron battuto la mobilità sostenibile”.

Da 10 anni Rovigo è stabilmente tra le peggiori città italiane a livello di qualità dell'aria, per concentrazione di polveri sottili e ozono. Da 10 anni supera costantemente il numero massimo di sforamenti ai valori massimi previsti dalla legge. Nel 2019, ben 115 giornate non sono state in regola. Dati allarmanti, con Rovigo che riesce addirittura a fare peggio di Milano.

Il lockdown, che ha tenuto i rodigini ( e i polesani) in casa, ha salvato le statistiche, ma non è certo la chiusura delle attività il rimedio per risolvere i problema cronico della conca nella pianura Padana chiamata Rovigo.

Tra l’altro nel bacino padano, di cui fanno parte Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, il 16 settembre scorso è stato deciso che a causa del Covid e della necessità di muoversi liberamente e di agevolare le attività economiche, gli stop agli Euro 4 scatterebbero da gennaio del 2021 e non dal primo ottobre. Ci saranno quindi 3 mesi in più di circolazione per queste vetture in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, come è stato stabilito dopo la videoconferenza al Tavolo Aria tra i rappresentanti dei Comuni e delle province interessati dalle limitazioni, tra cui c’è anche Rovigo.

All’inizio dello scorso febbraio, poco prima del lockdown, si erano raggiunti anche 12 giorni consecutivi di sforamento con il semaforo rosso e le limitazioni al traffico anche per i diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 e per i veicoli a benzina immatricolati prima dell’1 gennaio 1997 Euro 0 e 1, oltre al divieto di aumentare il riscaldamento oltre i 21 gradi e usare impianti a pellet o biomasse.

E l’11 febbraio 2020 le centraline Arpav avevano evidenziato già il 36esimo superamento della soglia di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria, quando in un anno solare per legge ne sono ammessi 35.

In un mese e mezzo, quindi, o poco più, Rovigo aveva già bruciato il “bonus” di sforamenti consentiti in un anno. Praticamente fuorilegge. Il Covid, poi, ha salvato l’aria e le statistiche, ma solo quelle.

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commenti 1
  • Valerio

    24 Settembre 2020 - 19:07

    Chiudere la tangenziale, la maggior parte dei diesel passa di li

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