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ECONOMIA

“Alziamo la voce per l’autonomia”

In Veneto la crisi Covid colpirà duro: l’appello di Confapi al presidente Luca Zaia.

“Alziamo la voce per l’autonomia”

Mettere le imprese al centro. E’ con questo obiettivo che Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova, ha scritto una lettera aperta al presidente del Veneto Luca Zaia, chiedendo che, proprio in virtù della plebiscitaria riconferma alla guida della Regione, possa non solo far sentire in maniera più forte la voce del Veneto, ma anche dare al territorio le risposte urgenti e necessarie per affrontare l’incertezza economica e sociale dell’immediato futuro.

Alla base della riflessione, le stime del centro studi Fabbrica Padova, che prevedono che il Veneto sarà la regione più colpita in Italia dalla crisi Covid con una flessione del Pil regionale addirittura del 12,2%, contro, ad esempio, il 9,9% della Lombardia, l’11,2% dell’Emilia Romagna, l’8,1% del Lazio e il 5,1% della Sicilia. Per contro il 2021 potrebbe vedere proprio il Veneto primo in Italia per crescita con un +7,8% capace di fatto di arginare, ma non di ripianare, le perdite di una pandemia i cui risvolti economici sono pesantissimi.

“Il mondo delle nostre imprese, stretto nella morsa dell’emergenza epidemiologica, manifesta preoccupanti livelli di sfiducia sul futuro dell’economia e sulle effettive prospettive offerte dall’attuale classe dirigente della nazione”, si legge nel testo. “Sul tema, abbiamo recentemente rilevato che l’88% degli imprenditori prevede cali di fatturato e oltre il 70% ritiene inadeguata la risposta politica del governo. In questo contesto, il giudizio sull’operato della giunta regionale appariva in netta controtendenza, attestandole la stima di larga parte del campione (oltre il 75%), un dato che ha trovato non casuale riscontro in questa tornata elettorale. La fiducia che gli imprenditori hanno tributato al suo lavoro comporta l’assunzione di una grande responsabilità nella nuova giunta, ora chiamata a mettere le imprese al centro della sua agenda, in modo da consentire loro di recuperare competitività laddove il confronto con i nostri principali competitor è impari: ci riferiamo a nodi come la burocrazia, il costo del lavoro, il costo dell’energia, il gap infrastrutturale, lo stato e i tempi della giustizia civile”.

“A questo riguardo la Regione può intervenire su diversi fronti. Può farlo continuando a sostenere con sempre maggiori risorse le imprese che investono, creando al contempo un territorio in grado di attirare investitori industriali. Può farlo sostenendo una sempre maggiore infrastrutturazione del territorio, accelerando sull’alta velocità (che vede il Veneto isolarsi dal resto del Paese), la rete viaria, lo sviluppo della fibra ottica, le opere di sostegno alla logistica integrata, a partire dall’idrovia Padova-Venezia. E, soprattutto, può farlo accelerando il passo e alzando la voce per una vera autonomia, via che consentirebbe di intervenire in maniera puntuale e più incisiva su questi temi, e di sostenere l’economia produttiva nei necessari percorsi di innovazione. Nelle nostre imprese c’è la voglia di reagire con forza alla crisi e di tornare a crescere, tipica di un territorio come il Veneto. Un territorio dai fondamenti sani, ma che deve essere sostenuto da politiche economiche espansive, mirate e consapevoli”.

“Riteniamo - conclude Confapi Padova - che un grande consenso porti con sé un altrettanto grande senso di responsabilità nei confronti di chi lo ha tributato, da qui il nostro sentito augurio è che lei possa continuare ad esprimerlo, nella linea di buon governo che finora ha assicurato al popolo veneto”.

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