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CULTURA

La stagione lirica slitta a fine anno

L’assessore Roberto Tovo: “Per ora ottobre rodigino, il Covid ci ha frenati”

La stagione lirica slitta a fine anno

Per tradizione, la prima della stagione lirica - che a Milano, per dire, cade il 7 dicembre per Sant’Ambrogio - al Teatro Sociale di Rovigo debuttava con la fiera d’Ottobre. Date che sono slittate nel tempo, ma che rischiano di andare così in là, da non attirare più i melomani che arrivavano anche oltre i confini della provincia. Quest’anno, infatti, alle porte di ottobre, il Teatro Sociale non ha ancora pronto il calendario e la promozione della prossima stagione di lirica (la prosa viene presentata) e chi in genere era già al botteghino a comprare gli abbonamenti, non sa nemmeno se la stagione partirà. Per la sua grande tradizione nell’ambito della lirica, Rovigo rientra nei 26 teatri di tradizione riconosciuti dal Ministero, unica nel Veneto insieme a Treviso e per questo riceve un contributo ministeriale di 462mila euro.

“La programmazione è a buon punto - assicura l’assessore alla Cultura e agli eventi Roberto Tovo - Abbiamo scelto di prorogare e di ritardare i tempi della programmazione perché in epoca di Covid nulla è certo. Stiamo programmando sia la lirica che la prosa ed è nostra intenzione aprire al più presto il teatro e la stagione entro la fine dell’anno”.

Il Covid, ha scosso il mondo, ok, ma in molte altre città in Italia i teatri sono già ripartiti, dicembre significa due mesi a porte chiuse per il Teatro Sociale. E passa in secondo piano un settore importante non solo per chi di cultura si nutre, ma anche per chi di arte vive, come i musicisti, i cantanti, gli attori, i registi e i tecnici. Anche perché Rovigo con il suo teatro, riceve anche contributi per auto produzioni.

Aggiunge Tovo: “Mi permetto di dire che come settore cultura ci siamo molto impegnati in attività estive e di supporto alle varie attività e iniziative. Abbiamo dato alla città diverse opportunità con la prosa estiva, una realizzazione molto interessante, per dirne una. La settimana prossima faremo la promozione dell’ottobre rodigino”. Qualche anticipazione per la prossima stagione? “Non mi sembra corretto nei confronti del lavoro del direttore artistico, sta a lui raccontare la prossima stagione”.

Era stato proprio il direttore artistico Luigi Puxeddu ad assicurare non più tardi del 22 maggio scorso, alla fine del lockdown, che presto il teatro avrebbe ripreso il suo lavoro, e con esso le maestranze e gli operatori dello spettacolo.

La storia, tra l’altro, racconta come il gioiello della lirica rodigino venne costruito 200 anni fa, proprio dopo un’epidemia e una carestia. Furono alcuni cittadini a mettersi in società per costruire un teatro con 99 palchi. l’anno in corso.

Nonostante queste premesse, e promesse, si tarda a vedere la rinascita del Sociale che ospita lirica, prosa, concerti e danza. Nel sito del Comune dedicato al Teatro Sociale, intanto, l’ultima comunicazione è del 3 agosto. Si ricorda solo agli utenti che la programmazione dell’Andrea Chenier slitta a data da destinarsi e che chi ha comprato il biglietto può chiedere il rimborso.

Ma per la direzione del teatro non c’è più “mascherina” Covid che possa giustificare il ritardo.

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