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URBANISTICA

Premi ingiusti: “Colpa della giunta”

Il settore urbanistica bloccato. Moretto: “E’ l'esecutivo che fissa gli obiettivi, evidentemente errati”. Rossini: “Chiedevo un’indagine”

Premi ingiusti: “Colpa della giunta”

 “Il dirigente non ha responsabilità. Gli obiettivi li fissa la giunta ed è a questa che vanno le critiche. Se il dirigente raggiunge gli obiettivi fissati, che colpe ha?”. Mattia Moretto, consigliere comunale nelle fila di Fratelli d’Italia, interviene sulla risposta dell’assessore all’Urbanistica Giuseppe Favaretto (che nel frattempo ha lasciato il posto a Luisa Cattozzo), a un’interpellanza di Antonio Rossini sui premi dati al dirigente all’Urbanistica Cristian Scalabrin. Urbanistica che tuttora soffre di ritardi, lentezza nelle risposte e richieste esasperanti di integrazioni alla documentazione.

“Sono stato il primo in consiglio comunale - ricorda il giovane Moretto - a parlare di licenziamento e lo dissi in aula in consiglio comunale che era ora di darsi una mossa e di darla al settore urbanistica che era piuttosto messo male. Nei mesi successivi ho sollecitato l’assessore a intervenire. Ora per esperienza personale sto riscontrando in buona parte degli addetti che la polemica giusta e sotto gli occhi di tutti, ha sortito qualche effetto. La marcia si è ingranata”.

Ma è ancora presto per dire che la macchina funziona. E il premio non ci stava proprio. Antonio Rossini, firmatario dell’interpellanza aggiunge: “Non sono contento della risposta di Favaretto. Io avevo chiesto un’indagine interna, una verifica di compatibilità del dirigente. Una verifica dei risultati con un sondaggio anche tra i funzionari e il personale, per vedere a livello organizzativo se c’era incompatibilità. Il tutto nella segretezza, ovviamente. E invece mi hanno risposto che sono stati raggiunti gli obiettivi. Bisognava ripotenziare e riorganizzare il servizio per dare risposte concrete a operatori, geometri, architetti, ma non arrivano ancora cambiamenti non mi risulta che qualcosa sia cambiato dalla mia interpellanza”.

E continua: “Il problema è il dialogo. Le pratiche sono ferme, non si riesce a prendere appuntamento con il dirigente, e vengono spesso chieste integrazioni alle integrazioni”.

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