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LA CLASSIFICA

Qualità della vita: siamo sempre più il Sud del Nord

In un anno recuperate tre posizioni, ma il resto del Veneto resta ancora (molto) lontano

Qualità della vita: siamo sempre più il Sud del Nord

Siamo il Sud del Nord. E non soltanto in senso geografico. In Polesine la vita non è poi così bella, o almeno non come nelle altre province del Veneto e del Settentrione. Lo dice la seconda edizione della ricerca sul “Ben-vivere” effettuata da “Avvenire” con la Scuola di economia civile e il contributo di Federcasse.

Un report, pubblicato ieri dal quotidiano della Cei, che mette Rovigo al 56esimo posto nella classifica nazionale della vivibilità, su 107 province censite. Ma a colpire, soprattutto, è il fatto che il Polesine è di gran lunga l’ultima provincia del Veneto nella classifica della qualità della vita, e a un passo dalla flop-5 di tutto il Nord Italia.

In un Nord in cui tutte le province si attestano nella parte alta della classifica, con livelli di qualità della vita definiti “alti” o “medio-alti” (rientrano in queste due categorie tutte le altre sei province venete) sono appena otto le province delle regioni del Nord a finire nella fascia “media”. Nel dettaglio, ci sono Varese e Biella, rispettivamente 54esima e 55esima in graduatoria, nelle posizioni immediatamente precedenti rispetto a Rovigo; poi seguono La Spezia (57esima), Asti (58esima), Verbania (60esima), Alessandria (62esima) e Imperia (66esima e ultima del Nord). Poi, in classifica, ci sono soltanto province del centro-sud.

E poco consola la constatazione che, comunque, Rovigo ha risalito un po’ la china: il report, basato su dati relativi al 2019 (e dunque ante Covid) vede infatti la nostra città guadagnare tre posizioni rispetto alla precedente edizione dell’indagine statistica. In particolare, abbiamo sorpassato La Spezia, Asti, la marchigiana Fermo e Isernia (ma facendosi sorpassare da Vercelli).

Lo studio, coordinato dai professori Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Vittorio Pelligra quest’anno è diviso in tre parti. La prima riguarda le due classifiche elaborate per la prima volta lo scorso anno e che misurano appunto il “Ben-vivere” l’una e la “Generatività” in atto la seconda.

Entrambe le classifiche sono costruite a partire da dati consolidati del 2019 e dunque, come detto, precedenti alla pandemia. Nella seconda parte della ricerca, invece, si esaminano le correlazioni tra inquinamento e morti per Covid nei diversi territori e nella terza parte una prima ricognizione delle conseguenze economiche del Covid sulle province e sui settori economici.

In vetta alla classifica c’è tanto Nordest. Bolzano, Pordenone e Trento, in quest’ordine, sono le prime tre; seguono, nell’ordine, tre grandi città come Firenze, Milano e Bologna.

La prima provincia veneta occupa la 14esima posizione, ed è Vicenza, che scala ben 10 gradini rispetto alla classifica dello scorso anno. Verona chiude al ventesimo posto, seguita al 21esimo da Venezia e al 22esimo da Belluno: in tutte queste città, la qualità della vita viene definita alta. Treviso si colloca in 28esima posizione, nella fascia medio-alta; mentre Padova è sesta a livello regionale al 37esimo posto.

Impossibile non notare, appena oltre confine, l’ascesa di Ferrara che scala ben dieci posizioni e si assesta al 46esimo posto.

Sul fondo della classifica: la centesima posizione è occupata da Siracusa, seguono Sud Sardegna, Vibo Valentia, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Crotone e Caltanissetta.

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commenti 1
  • Max61

    27 Settembre 2020 - 08:08

    Non vedo volontà politica ed economica per migliorare questo tragico dato, anzi vedo il contrario.

    Rispondi

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