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Diritti esclusivi, Dall’Ara ancora all’attacco dei pescatori

Il presidente della Provincia: “Perché il Consorzio non ha chiesto lo scorrimento della graduatoria vigente?”

Diritti esclusivi, Dall’Ara ancora all’attacco dei pescatori

Permessi e diritti esclusivi di pesca, la Provincia, attraverso il presidente Ivan all’Ara, interviene e chiarisce. “Si rende necessario chiarire una volta per tutte la questione dei permessi inerenti i diritti esclusivi di pesca alla luce anche dei continui e reiterati ricorsi seguiti poi da esposti da parte del Consorzio Pescatori del Polesine nei riguardi del presidente e del direttore generale della Provincia”, spiega, attraverso un comunicato, il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara.

“Il Consorzio Pescatori del Polesine ha intentato un ricorso al Tar in data 13 maggio (...) risultato soccombente ed ha impugnato la sentenza dello stesso Tar dinnanzi al Consiglio di Stato, il cui provvedimento di questi giorni ha procrastinato in avanti ogni ulteriore decisione, e che qualunque esso sia non entrerà nel merito della questione, costringendo di fatto la Provincia a resistere con l’impegno economico di ben 29mila euro a fronte di una difficile situazione finanziaria già nota”.

“L’oggetto del contendere riguarda il rilascio di alcuni permessi di pesca in base ad una richiesta di approvazione di una nuova graduatoria inerente l’anno 2020 - continua Dall’Ara - Detta graduatoria non può essere approvata dalla Provincia in quanto i regolamenti a supporto della stessa non sono al momento vigenti, in quanto possono essere adottati solo in caso di convenzione ex novo e non di proroga della convenzione stessa, proroga che ancorché approvata a maggioranza dal consiglio provinciale in data 18 ottobre 2019, viene ritenuta illegittima sia dagli uffici provinciali che dal Presidente e da una parte del consiglio provinciale, e che al momento è ancora oggetto di particolare attenzione sia da parte della Procura della Repubblica di Rovigo che della Corte dei Conti di Venezia”.

“E’ appena il caso di precisare che - conclude Dall’Ara - se il fine del Consorzio, come viene continuamente sbandierato, è quello della tutela del lavoro, e visto e considerato che i nominativi degli interessati ai permessi sono per la maggior parte sempre i medesimi, ma solo con differenza di posizionamento in graduatoria, è di difficile comprensione il perché il Consorzio non abbia chiesto lo scorrimento della graduatoria approvata nel secondo semestre 2018 al momento vigente, procedura peraltro indicata e suggerita dal direttore generale della Provincia dottoressa Votta ancora il 19 giugno 2019 con nota prot. 17388, che potrebbe in tal modo soddisfare abbondantemente le richieste di posti di lavoro”.

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