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LA STORIA

Da Monaco di Baviera a Rovigo con suoi due asini

Incredibile: "Amo l’Italia e questo percorso è sempre stato il mio sogno. Passerò l’inverno in riva al Po"

Da Monaco di Baviera a Rovigo con  suoi due asini

Da Monaco di Baviera a Rovigo a piedi con due asini al seguito. Questa è la storia di Anton, per gli amici Tony, un manager tedesco di 62 anni in pensione che ha deciso di intraprendere questo viaggio che ha come meta finale Roma, la città eterna.

Tony oggi si trova nel nostro Polesine, e ha già scatenato il tam tam sui social dove è subito diventato una vera e propria star, immortalato nei paesi del nostro territorio a bordo strada in compagnia dei suoi due asini (e non muli come ci tiene a specificare). Attualmente il viaggiatore ha deciso di fermarsi in Polesine per due mesi circa. Lo incontriamo al Rico’s Welscamp, una tenuta sull’argine del Po a Polesella gestita da Rico, cittadino tedesco in Polesine da 5 anni che ci fa da interprete, che è un punto di riferimento per tutti i tedeschi in viaggio nel basso Veneto.

Ed è qui che, davanti alla sua immancabile birra bavarese, Anton ci racconta la sua storia. Lo fa in tedesco, ma con qualche parola in italiano, lingua che comprende benissimo.

Anton, ci racconti di lei.

“Ho fatto il manager per tutta la mia vita, adesso sono finalmente in pensione. Sono originario di Schongau, un paese vicino Monaco di Baviera in Germania. Voglio chiarire subito che non sono in viaggio per bisogno ma semplicemente per scelta. Sono benestante, non chiedo carità”.

E perché ha scelto di mettersi in cammino?

“Venire in Italia a piedi era da sempre il mio sogno. Sogno che finalmente si sta avverando. La mia meta finale è Roma, poi tornerò indietro. Ma non è finita qui, l’anno prossimo ritorno. E questa volta vado a Palermo”.

Chi ha lasciato a casa?

“A casa c’è mia moglie. Inizialmente era scettica ma poi ha capito che è il mio sogno ed è felice per me”.

Qual è stato il suo percorso fin qui?

“Sono partito a luglio dal mio paese natale e non mi sono mai fermato fino in Trentino, nel Tirolo precisamente dove ho sostato per un po’. Da lì mi sono messo ancora in cammino a ritmo serrato, e sono arrivato qui. In Polesine mi trovo bene, la gente mi sta aiutando molto, sono gentili. Cerco di seguire per quanto possibile i fiumi, seguendo il Canalbianco sono arrivato a Bosaro dove un signore molto gentile mi ha indirizzato verso la tenuta di Rico, cittadino tedesco come me. Adesso credo di fermarmi qui in zona per due mesi, aspetterò che passi l’inverno. Sono comunque attrezzato ad un clima rigido ma preferisco non rischiare. Passato il freddo mi rimetto in cammino, non so dove mi fermerò, la direzione è verso Sud”.

Dove dorme mentre è in viaggio? E come mangia?

“Quando posso mi piace dormire in tenda, se il tempo lo permette ovviamente. Se invece fa davvero freddo mi rifugio in alberghi o ostelli. Per il mangiare faccio come voi, mi fermo al supermercato. A volte mi concedo anche una sosta al ristorante per mangiare un piatto caldo davanti ad una buona birra”.

E gli asini?

“Loro sono i miei compagni di avventura. Mi seguono ovunque. Mi danno una grossa mano a trasportare i viveri e l’attrezzatura. Mi fermo spesso per farli riposare e cerco di viaggiare in campagna dove possibile, così che possano trovare erba fresca. Gli agricoltori locali mi hanno aiutato spesso. Già che ci sono voglio lanciare un appello: cerco un ricovero per i miei asini mentre starò qui in Polesine. Va bene una semplice stalla dove possano stare al coperto, avere da mangiare e da bere e riposarsi prima di ripartire”.

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