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FEMMINICIDIO

La sorella della giovane strangolata, "Chiamerò mia figlia Giulia"

La sorella di Giulia Lazzari non ha potuto deporre in udienza perché in gravidanza

La sorella della giovane strangolata, "Chiamerò mia figlia Giulia"

Ieri avrebbe dovuto deporre, di fronte alla corte d’Assise presieduta da Angelo Risi. Deborah Lazzari, 23 anni, sorella minore di Giulia, non ha potuto prendere parte al processo, perché è in gravidanza. Subito dopo il delitto, venne in Polesine, per stare vicino alla nipotina che, all’improvviso, si ritrovò senza genitori. Uccisa la mamma, in carcere il padre, con la prospettiva di non uscirne a breve. Deborah si trasferì in Polesine, per cercare, nonostante la giovane età, di tenere unita la famiglia e superare assieme quel difficilissimo momento. Oggi, è tornata in Campania, dove viveva già prima, e dove, col compagno, attende una bimba. Pare che la sua volontà sia quella di chiamarla Giulia, come la sorella che non c’è più, ma alla quale era legatissima.

Alla prossima udienza, comunque, dovrebbe deporre. E’ anche costituita parte civile nel procedimento, tutelata, come i genitori, dall’avvocato Enrica Fabbri. Significa che, individuata parte offesa dal reato dalla Procura, ha deciso di prendere parte al processo, affiancando l’accusa e domandando un risarcimento per la perdita che le è stata inflitta.

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