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LE NUOVE REGOLE

Dpcm: divieto di festa anche a casa, e locali chiusi a mezzanotte

Stop all’alcol dalle 22 e niente assembramenti

Dpcm: divieto di festa anche a casa, e locali chiusi a mezzanotte

Niente feste, nemmeno a casa propria, stop all’alcol dopo le 22 e alla sosta davanti ai locali, e bar e ristoranti chiusi da mezzanotte. Sono questi i provvedimenti su cui, ieri, il governo si è confrontato con gli esperti del Cts, in una riunione d’urgenza convocata per le 15. E’ atteso per oggi, invece, il nuovo Dpcm, che potrebbe entrare in vigore già da domani.

Un modo per cercare di arginare un andamento ormai in costante crescita dei positivi. E una stretta, dopo la recente l’introduzione dell’obbligo dell’uso delle mascherine anche all’aperto, appare ormai davvero scontata. E inevitabile. Gli interventi di cui si è discusso ieri prevedono, tra le altre cose, il divieto a livello amatoriale per gli sport da contatto (dal calcio al basket, fino alle arti marziali e molto altro), ma soprattutto nuove regole da rispettare per i locali pubblici, che vanno verso rigidi orari di chiusura.

Sarà vietato ogni tipo di assembramento, dunque, in bar, ristoranti e pub a partire dalle 21 e fino alle 6 di mattina. Per questo, vietato consumare in piedi, anche all’esterno del locale: tutti i clienti dovranno essere seduti ai tavolini, rispettare le distanze e indossare le mascherina quando previsto. Si va inoltre verso uno stop della vendita di alcolici a partire dalle 22, mentre alle 24 scatterà l’obbligo per tutti di abbassare la serranda e chiudere il locale. Un provvedimento che potrebbe essere operativo già da domani.

Non è tutto. Il governo studia infatti anche lo stop alle feste private, anche a casa proprio. Questo vuol dire che non sarà possibile organizzare riunioni con più persone nemmeno a casa propria, per evitare che troppe persone non conviventi possano incontrarsi in luoghi dove non è possibile verificare il pieno rispetto delle regole anticontagio, ad iniziare dall’uso della mascherina.

In occasione di cerimonie come matrimoni, battesimi, cresime e quant’altro, poi, inviti ai banchetti limitati a 30 persone, e sempre rispettando le regole di distanziamento e protezione. Per chi sgarra, multe identiche a quelle previste per chi non indossa la mascherina, e dunque da 400 euro a mille euro a seconda della gravità della violazione.

E non è finita. Il governo sta preparando anche le ulteriori mosse, nel caso in cui questi provvedimenti non dovessero riuscire a fermare i contagi. Tre i livelli d’allerta: nell’allerta gialla, che scatta con indice di contagio tra 1 e 1,25 (attualmente a livello italiano è a 1,06 e in Veneto a 1,13) si potranno prevedere zone rosse locali, limitazioni degli spostamenti e chiusure di palestre e (nei casi più gravi) scuole.

Con l’allerta arancione, e Rt fino a 1,5, lockdown parziale, chiusura delle Regioni più colpite e stop a manifestazione sportive e culturali. Se l’indice di contagio dovesse superare quota 1,5, poi, sarebbe un vero e proprio ritorno alla scorsa primavera, con lockdown, chiusura delle scuole e divieto di spostarsi tra regioni diverse. Uno scenario che ci si augura possa essere evitato.

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