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CORONAVIRUS IN VENETO

Trasporti, “Pronti anche al 50% di capienza”

“Per ora nessun sovraffollamento nelle nostre corse: le controlliamo ogni giorno”

Trasporti, “Pronti anche al 50% di capienza”

“Per noi non cambia niente, il limite dell’80% della capienza è rispettato in modo certosino. E se ci chiederanno di abbassarlo al 50% siamo pronti con altri mezzi, come lo eravamo all’inizio dell’anno scolastico, ma ci erano rimasti vuoti”. Tiziano Garbellini, titolare della omonima compagnia di trasporti e presidente veneto dell’Anav veneto (Associazione nazionale autotrasportatori viaggiatori), è pronto a qualsiasi evenienza, anche se dovessero diminuire la capienza dei pullman.

“E quando dicono che c’è sovraffollamento, non è così - prosegue - perché la capienza è calcolata rispetto ai posti seduti e in piedi, quindi l’80% significa che cinque o sei persone non facciano il viaggio sedute. Ogni giorno e per ogni corsa controlliamo il rispetto di queste percentuali, e dai dati raccolti è sempre stato in linea con la direttiva dei dpcm”.

Ma secondo Garbellini si potrebbe fare sempre più largo l’ipotesi che gli studenti delle superiori vengano costretti nuovamente alle lezioni a distanza, da casa. “E’ la voce che circola più insistente, che di fatto farebbe diminuire tutte le corse - sottolinea - ma ribadisco che, per quanto riguarda i numeri, non c’è alcun problema né per rispettare l’80% attuale della capienza e nemmeno se dovesse scendere al 50%”.

Intanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha convocato per oggi le associazioni che rappresentano le aziende di trasporto pubblico locale, insieme ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi, proprio per confrontarsi sulle misure di contenimento dei contagi sui mezzi pubblici, legati alla presenza massiccia di studenti.

Dati alla mano verranno analizzate le possibili problematiche emerse in questi giorni relative ad assembramenti a bordo dei mezzi e nelle stazioni.

Secondo le valutazioni dell’ufficio studi di Asstra, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblico locale, ridurre l’80% della capienza a percentuali minori potrebbe non garantire il diritto alla mobilità a tutti. I numeri che circolano sono dai 91mila ai 550mila spostamenti a rischio con capienze dal 75 al 50% e, nell’ultimo caso, circa 275mila persone al giorno potrebbero rimanere a piedi.

Parallelamente aumenterebbero gli spostamenti in auto, da 42mila e 250mila in più. Peggioramenti ci sarebbero anche in termini ambientali, con l’aumento inevitabile delle emissioni inquinanti oltre alla congestione stradale.

Da parte sua il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha sottolineato come la situazione sia critica: “Al di là di tanti sforzi sia sui protocolli per il contingentamento sia per gli sforzi di tante amministrazioni di sfalsare, dosare ingressi uscite, è chiaro che ci sono dei momenti in cui è inevitabile l’affollamento, dobbiamo evitarlo”. “Continueremo a monitorare la questione e a investire per consentire che chi va sui mezzi pubblici lo faccia in condizioni di sicurezza” ha concluso.

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