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IL REGOLAMENTO

Torre Donà, no alla salita libera

Tovo: “La gestione verrà assegnata anche per pochi giorni a un concessionario che ne avrà la responsabilità”

Torre Donà, liquidata la ditta

E’ stato approvato, nel corso del recente consiglio comunale di martedì scorso, il regolamento per l’accesso alla storica Torre Donà, uno dei simboli di Rovigo. Il regolamento è stato presentato dall’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Favaretto, che ha indicato la modalità con le quali in futuro potrà essere assegnata la gestione di Torre Donà, recuperata grazie ai fondi del Gal.

Il vicesindaco Roberto Tovo ha quindi sottolineato, rispondendo ad alcune richieste che gli erano pervenute sull’argomento, quali siano state le scelte che hanno indirizzato il regolamento per la gestione di Torre Donà. “Partiamo da un presupposto: non sarà liberamente accessibile al pubblico - ha spiegato Tovo - verrà affidata a un concessionario, anche per un periodo di un giorno, che dovrà assumersi le responsabilità contenute nel regolamento. Non sarà una fruizione libera per il turista. Rispetto al gestore, abbiamo garantito un’ampia gamma di soggetti che potranno chiedere l’assegnazione e, comunque, non è escluso che possa essere affidata anche per lunghi periodi”.

Tra gli interventi in aula, quello di Lorenzo Rizzato, consigliere della Lega, il quale ha chiesto precisazioni sul numero di persone che potranno accedere. “Avete detto che con una guida si può partecipare in 5, con due guide in 15 - ha ricordato Rizzato - si tratta di una precauzione del Comune o del rispetto di normative di sicurezza? E’ importante capirlo perché realizzare una modalità d’accesso attraverso prenotazioni potrebbe disincentivare la visita dei singoli che passano per Rovigo”.

La risposta è arrivata dall’assessore Favaretto. “Trattandosi di un bene storico particolare, l’accesso è stabilito da regole dettate dalla sicurezza - le sue parole - non ci potrà essere compresenza delle 15 persone, le 5 persone con una guida sono quelle permesse nell’ambito della sicurezza del lavoro. E il totale è il massimo consentito affinché possano essere tutte sorvegliate”.

Sull’argomento il vicesindaco Tovo ha aggiunto: “C’è un’altro problema, quello legato alla caduta degli oggetti, essendo una scala di salita con pedata e non alzata, e senza ringhiere. Deve essere evitato il transito di persone ‘sopra’ ad altre persone”. Infine Gaffeo, il quale ha sottolineato come un altro fattore che ha portato a 15 il numero massimo è quello relativo agli “imprevisti”. “Non tutti possono sapere di soffrire di vertigini o meno - ha concluso Gaffeo - per questo se una persona del gruppo dovesse sentirsi male, deve poter essere riaccompagnata giù in sicurezza”.

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