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Persa la Fiera si guarda al Natale

Ceccato: “Sono le categorie più penalizzate”. Pattaro: “Qualcuno si deve far carico di loro”

Persa la Fiera si guarda al Natale

L’annullamento della Fiera d’Ottobre di Rovigo, pur avendo trovato una unanimità sostanziale e trasversale di vedute, è inevitabile inciderà in modo negativo sull’economia del capoluogo. Lo sottolineano gli esponenti delle associazioni commerciali, il vicepresidente di Confesercenti Venezia e Rovigo, Vittorio Ceccato, e il presidente di Ascom-Confcommercio Rovigo, Stefano Pattaro.

L’annullamento della Fiera d’ottobre forse ce lo si aspettava, ritiene sia stata una decisione giusta?

Ceccato: “Sul giusto o sullo sbagliato sarà il tempo a dirci se sia stata una scelta corretta, difficile tirare le somme così su due piedi. Peraltro, qualsiasi decisione si prenda, si scontenta sempre qualcuno. E’ una situazione critica per chi fa il lavoro di ambulante ed esercente, vedere che una manifestazione come la Fiera di Rovigo prima viene spinta al massimo, e poi annullata, non può far piacere per quanto sia una decisione coerente rispetto a quello che succede attorno”.

Pattaro: “E’ ovvio che l’emergenza sanitaria ha la priorità su tutto, resta il fatto che qualcuno si deve far carico degli enormi problemi economici causati alle attività commerciali dal sacrosanto rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, per cui come ai lavoratori dipendenti viene giustamente riconosciuta un indennità di malattia così ai lavoratori autonomi dev’essere riconosciuto un indennità per i mancati fatturati causati dall’emergenza Covid”.

Cofipo ha sottolineato mancati incassi per le aziende che forniscono servizi (illuminazione, pulizia delle strade e servizio d’ordine) oltre ad hotel, b&b e commercianti del centro. Ha una stima di quanto possano aver perso queste realtà di Rovigo?

Ceccato: “Tutto il mondo che ci gira attorno alle fiere ne perde, peraltro quella di Ottobre è il momento clou di tutto l’anno per tanti operatori, gente che con quegli incassi riesce a stare in piedi. Ma ormai, rispetto allo stop di questi eventi, sembra dobbiamo farcene una ragione”.

Pattaro: “E’ difficile avere una stima univoca dei mancati incassi perché le reazioni di settori molto diversi tra di loro non lo permettono, mediamente si va da cali del 15-20 % fino ad arrivare per alcuni alla perdita del 50%”.

Com’è la situazione dei vostri iscritti dal punto di vista del sostegno statale (se siano arrivati i contributi dal governo o meno) e cosa ne pensa di queste nuove restrizioni dell’ultimo dpcm? Non era il caso di prevedere alcuni sostegni ulteriori al mondo della ristorazione e dei bar per esempio?

Ceccato: “Se vi fossero realmente ammortizzatori sociali e incentivi dal governo, le aziende, gli esercenti e il mondo delle fiere potrebbe pure tollerare gli stop. Ma di quanto paventato dal Governo, sono rimasti con un pugno di mosche. E stiamo parlando delle categorie più penalizzate. Se ci fosse la garanzia di un sostegno, è chiaro che il lockdown sarebbe più digeribile, ma se non si tutelano queste realtà, e soprattutto i decreti arrivano sempre tardi, queste attività finiscono scoperte”.

Pattaro: “Gli aiuti per i mesi di marzo ed aprile sono mediamente arrivati, il problema è che non sono sufficienti, alcuni settori sono veramente in grossa difficoltà, penso agli albergatori, ai ristoratori e ai pubblici esercizi: c’è ancora bisogno di interventi statali sia a fondo perduto che con sgravi fiscali”.

La paura ora è per gli eventi del Natale. Come associazione vi state già muovendo per alcune iniziative?

Ceccato: “Anche qui siamo sulla graticola, se pensiamo ai flussi di persone che si possono controllare fino a un certo punto, e all’organizzazione che bisogna mettere in campo e pagare, spesso, anticipatamente, è meglio capire fin da adesso se in prospettiva si potranno realizzare eventi a Natale. Perché forse è meglio dire ‘no’ fin da subito che partire e poi stoppare tutto. Speriamo nelle alternative da febbraio in poi, come ha pure sottolineato l’amministrazione comunale, per compensare quanto non è stato o non sarà possibile realizzare adesso e nelle prossime settimane”.

Pattaro: “Stiamo collaborando con l’amministrazione e le altre associazioni all’organizzazione del Natale ma purtroppo navighiamo a vista, ogni giorno c’è qualche novità, speriamo di riuscire ad essere operativi per tutto il periodo natalizio, sarebbe una tragedia economica essere costretti a chiudere per le festività”.

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