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TAGLIO DI PO

"Questo è uno schiaffo al cittadino"

L'opposizione attacca: "Perché tutti questi soldi per far fare il progetto all'Università?"

"Questo è uno schiaffo al cittadino"

“Non bastava l’importante contributo di 2.609.000 euro concesso dalla Regione Veneto nel 2018 per un progetto di fattibilità di 2.900.00 euro per l’adeguamento normativo delle scuole di Via Manzoni. Non bastava questa importante opportunità ottenuta dal nostro Comune di sistemazione, finalmente, delle nostre scuole al servizio dei nostri ragazzi, del personale docente e non docente, delle tante famiglie impegnati in questo momento storico tanto difficile e drammatico per il paese. Non bastava aver progettato, contestualmente, il consumo energetico quasi a zero con un contributo di 1.700.000 euro dal gestrore servizio elettrico che aveva portato il valore delle opere da eseguire a 4.426.000 euro. C’era bisogno di utilizzare altri 236mila euro per un lavoro di consulenza, formazione personale comunale, supervisione e ricerca da parte del Politecnico di Milano ?”.

Le affermazioni e la domanda ironica sono di Renato Pregnolato che intende, in questo modo, motivare e precisare il voto contrario espresso dalla minoranza consiliare di “Per Taglio di Po uniti con Layla Sindaco”, all’accordo approvato dalla sola maggioranza nell’ultimo consiglio comunale. “Non abbiamo alcun motivo per mettere in discussione la professionalità e il lavoro dei tecnici del Politecnico di Milano - sono sempre parole di Pregnolato - Ciò che riteniamo profondamente condannabile è la decisione dell’amministrazione Siviero, che appare del tutto inopportuna e lontana del momento sociale ed economico in cui si trova Taglio di Po, in questi anni, in questi mesi in particolare. Approvare un impegno economico di 236mila euro, che rientrerà nel quadro economico del progetto, tagliando e recuperandolo, naturalmente, sull’importo dei lavori da eseguire, per un’amministrazione che non riesce a reperire un centesimo per sistemare le strade dissestate del Comune o per sistemare l’arredo urbano in generale, il cui simbolo scandaloso degrado è rappresentato dalla fontana di Piazza Venezia, è quasi un schiaffo al cittadino ormai stanco e rassegnato. Una cifra che poteva, magari, dare lavoro a tanti professionisti altrettanto qualificati della nostra Provincia”.

E ancora: “Siamo stati tacciati di essere demagoghi per aver messo in discussione una simile ingente spesa e aver esagerato nella nostra analisi della situazione attuale del paese. Questa è per noi la conferma di come i nostri attuali amministratori non vivano o conoscano in profondità il Comune che pretendono di amministrare. Ci hanno risposto che dovremmo essere orgogliosi del prestigioso accordo con il Politecnico di Milano. Noi riteniamo che in questo momento storico, Taglio di Po, abbia bisogno di risorse da utilizzare per sistemare un paese allo sfascio da un punto di vista della viabilità e dell’arredo urbano e da destinare al sostegno delle attività produttive che creano lavoro ed economia. Un paese deve guadagnarsi il prestigio esterno quando è un paese vivibile ed apprezzato dai suoi cittadini”.

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