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LUSIA

“In nove ore abbiamo regalato tutte le patate”

Le richieste sono così state tante che non è stato possibile accontentare tutti

“In nove ore abbiamo regalato tutte le patate”

“Venerdì in nove ore abbiamo regalato tutte le patate”. Così l’imprenditore agricolo Andrea Pavarin che, dopo l’invito ad andare a prendere le patate che rischiava di dover buttare, a causa del blocco delle crociere per l’emergenza Covd 19. Anzi, le richieste sono così state tante che non è stato possibile accontentare tutti. “Purtroppo sono arrivate circa 400 mail nella giornata di ieri (venerdì, nda) e ne stanno arrivando anche oggi (sabato, nda). Quindi, la situazione è molto drammatica in giro. Mi dispiace non accontentare tutti”. Del caso avevamo scritto sulla Voce di venerdì.

La vicenda riguardava ben 200 bins (grandi contenitori in materiale plastico rigido), ciascuno con circa 250 chilogrammi di patata da consumo, fermi nelle celle frigorifere dell’azienda agricola “Andrea Pavarin”, che si trova in via Luigi Cotta 992 a Lusia, a causa dello stop a cui sono state costrette le navi da crociera per il Covid 19. In tutto 50 tonnellate di patate, corrispondenti ad un quinto della produzione dell’azienda (il rimanente è stato distrutto direttamente nel campo, vista la situazione).

Si tratta di patate che sono state raccolte tra luglio e agosto, con l’obiettivo di poterle vendere, alle aste del mercato ortofrutticolo di Padova, ai commercianti che le acquistano proprio per caricarle nelle navi da crociera. L’azienda di Lusia lavora con le navi da crociera da circa una decina di anni. Navi ora ferme da mesi a causa dell’emergenza sanitaria, ancora in atto peraltro. Le patate che erano in cella erano state prodotte in previsione di essere acquistate per le navi da crociera, ma “non siamo riusciti a venderle - spiegava Andrea Pavarin - avremmo dovuto rifornire le navi a luglio, agosto e settembre. Ma se le navi non caricano, non si fanno nemmeno le aste e non si vende”.

“Abbiamo tenuto le patate in cella fino all’ultimo, possono stare lì per altri quindici giorni, poi devo liberare lo spazio per i prodotti invernali - aggiungeva l’imprenditore agricolo - le alternative sono due: o buttarle via, nel campo; o trovare qualcuno che venga qui a prenderle, ritirando almeno un bins”. Per questo aveva invitato ad andare a prendere le patate, per evitare di buttarle: “Chi fosse interessato, può venire a ritirare le patate, gratis, ma deve portare via almeno un bins, contattandomi”. Così è stato: le patate sono andate a ruba.

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