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VILLAMARZANA

Nella pace c’è il senso della vita

In centinaia alla cerimonia in onore dei 43 martiri. “Ignorare il passato significa non crescere”

Nella pace c’è il senso della vita

Villamarzana ha ricordato i suoi 43 martiri, a 76 anni di distanza dall’eccidio che segnato in maniera indelebile la memoria dell’intero Polesine.

L’appuntamento con la commemorazione è iniziato a Castelguglielmo ed è poi proseguito a San Bellino, le altre due comunità che sono state interessate dai tragici eventi dell’ottobre 1944. Come ogni anno, la cerimonia ha poi avuto il suo momento di apice nella piazza di Villamarzana dedicata, appunto, ai 43 martiri, a pochi metri dal muro dove sono avvenute le fucilazioni.

Molte le autorità presenti in piazza: tanti sindaci con la fascia tricolore, oltre a rappresentanti delle amministrazioni comunali polesane; il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara; i rappresentanti delle associazioni combattentistiche; l’assessore regionale Cristiano Corazzari appena riconfermato nella giunta veneta; autorità militari con picchetto annesso; il corpo bandistico Città di Lendinara e l’Associazione nazionale partigiani d’Italia guidata dalla presidente provinciale Antonella Toffanello e dal vicepresidente nazionale Gianfranco Pagliarulo.

Presenti anche un centinaio di cittadini che hanno deciso di essere presenti alla commemorazione. Terminata la funzione religiosa, il sindaco di Villamarzana Claudio Gabrielli ha salutato i presenti, passando poi la parola al presidente della Provincia Dall’Ara, che ha portato i saluti della presidenza della Repubblica e della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

“Ignorare il passato è come rimanere eterni bambini, significa non crescere - ha affermato nel suo intervento il vicepresidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo - memoria e storia riguardano sempre il presente, riguarda noi, qui e ora. Fu massacro infame, privo di fama, macchiato nell’onore e gli autori del massacro erano italiani, erano repubblichini e anche in quell’occasione, di fatto, prevalse l’indifferenza e si applicò la burocrazia della morte. Un valore storico e giuridico che attraverso la ricerca della pace, dell’uguaglianza, dell’emancipazione di un popolo hanno posto le basi che, qualche anno più tardi - ha continuato Pagliarulo - avrebbero consentito la scrittura della nostra carta costituzionale. Resistere era sacrosanto, questa la legittimità giuridica della Resistenza”.

Anche lo storico Valentino Zaghi, profondo conoscitore delle vicende resistenziali in Polesine, ha poi voluto poi tracciare l’analisi della vicenda.

A chiudere la manifestazione, l’inaugurazione dell’opera di Alberto Cristini “Il senso della vita”, posta a fianco della piazza, in memoria di una vicenda e di un ricordo mai sfumato, non solo per Villamarzana.

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