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INDAGINE

Pestaggio al rivale in amore, ma il riesame annulla le misure

L'accusa non regge in aula

Pestaggio al rivale in amore, ma il riesame annulla le misure

Il riesame di Venezia ha annullato l’ordinanza di misura cautelare di obbligo di dimora nei confronti di un 25enne di Cavarzere, accusato di aver organizzato un pestaggio nei confronti di un altro ragazzo di Abano Terme, che sarebbe un rivale in amore. Raid con pestaggio che sarebbe stato anche ripreso con un cellulare. Lavorando sul cellulare, però, gli inquirenti hanno ritenuto di avere individuato elementi che potrebbero essere utili anche in altre investigazioni, su episodi che si sono verificati nel 2015. A Rovigo, per il danneggiamento di un’auto e a Solesino, nella Bassa Padovana, dove sarebbe stato lanciato un sasso da un cavalcavia, per fortuna senza conseguenze per gli automobilisti.

Il 25enne ora è libero, anche se ancora su di lui grava la pesante accusa di rapina e lesioni personali. L'avvocato di fiducia Ernesto De Torni, del foro di Padova, ha sottolineato al tribunale che esamina la misura cautelare, a Venezia che “l’accusa è infondata e pretestuosa, infatti il rapinatore avrebbe filmato l’aggressione compiuta dai complici, ma dall’acquisizione dei telefoni, delle sim e delle telecamere per vedere se ci fossero immagini inequivocabili, il consulente del pm ha sottolineato che il mio assistito non ha avuto nessun contatto con il ragazzo rapinato. Avrebbe soltanto commentato l’aggressione sui social con un’esclamazione, ma questo non significa che sia stato coinvolto. Sarebbe stata usata una macchina per l’aggressione dello stesso tipo di quella della mamma del 25enne. Il che non dimostra niente. Infine il mio assistito si sarebbe fotografato con un passamontagna in un kartodromo. Simile a quelli usati per il pestaggio. Indossare un passamontagna è cosa assolutamente normale in una pista da kart. Infine il rapinato indica una persona che avrebbe riconosciuto come amico dell'indagato. Nessuno va da questa persona per capire se ha un taglierino o un passamontagna o ha riportato lesioni per il pugno che il ragazzo rapinato ha detto di avergli sferrato”. Le indagini, condotte dai carabinieri di Monselice, sono durate un anno.

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