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LA PROTESTA

In piazza previsti 500 “infuriati”

Gli organizzatori: “Porteremo delle proposte, nessuna violenza o cori contro le istituzioni”

In piazza previsti 500 “infuriati”

“Non saranno tollerate bandiere e non saranno tollerati cori o offese verso il governo o le istituzioni”. Gli organizzatori della protesta organizzata a Rovigo per domenica alle 20, sono stati ricevuti in questura per i dettagli della manifestazione, che sarà allargata ai lavoratori del Veneto.

La piazza luogo dell’evento - prima era piazza Garibaldi, poi piazza Vittorio Emanuele II - è stata spostata, sarà piazza Matteotti, per assicurare, hanno spiegato in questura, le vie di fuga, non così ampie in piazza Vittorio Emanuele II.

“Scendiamo in piazza... ma facciamolo con testa, in modo civile e pacifico - ha scritto ieri uno degli organizzatori - Teniamo a precisare che questo evento non ha bandiere o colori politici, non è promosso da associazioni o enti locali e nazionali ma semplicemente da lavoratori. Semplici cittadini che stanno mettendo la loro faccia ed il loro impegno a servizio della comunità”.

E ha aggiunto: “Ci auguriamo e ci impegneremo affinché l'evento sia pacifico e costruttivo, per questo contiamo anche su vostro supporto. Non saranno tollerate forme di violenza o cori di offese ad istituzioni locali o governative. Non saranno consentiti cortei per la città. Ci raduneremo per portare le nostre esperienze e, se ci riusciremo, delle proposte costruttive”.

Al momento sono previste 500 persone. “Al momento le adesioni sono circa 200 - spiega Laura Vallin, tra gli organizzatori - Abbiamo ipotizzato insieme alla questura una partecipazione di circa 500 persone”.

La manifestazione arriva in una data in cui non è escluso un nuovo intervento del premier Giuseppe Conte. “Io avevo ipotizzato già con il penultimo Dpcm che ne sarebbe arrivato un altro - commenta Vallin - A mio parere uscirà qualcosa anche questa domenica. Ci sarà una situazione di tensione, a livello nazionale. Rovigo è ancora una oasi tranquilla anche rispetto alla curva di contagio, ma aspettiamoci di tutto”.

In altre parti d’Italia ci sono state manifestazioni spontanee: “Il malessere c’è, dopo un primo lockdown sapevamo che non saremmo più stati disposti a superare anche il secondo. Ma vogliamo lasciare fuori la politica, gli urlatori e gli infiltrati”, conclude Vallin, che di lavoro fa la dipendente di Cna e ha seguito molte aziende in questi mesi. Aziende in ginocchio per la chiusura delle attività per la contrazione dei consumi, per la mancanza di sbocchi al lavoro che siano reali.

I manifestanti saranno espressione di tutti i settori di riferimento e arriveranno da tutte le province venete. Piazza Matteotti sarà disponibile dalle 20 alle 22. In un centro città che è già in pieno lockdown con le attività chiuse dalle 18, come indicato dall’ultimo Dpcm tanto contestato del governo Conte.

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