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ECONOMIA

La protesta in piazza non si ferma

La manifestazione di domani alle 20 si farà, con tante raccomandazioni da parte delle autorità

La protesta in piazza non si ferma

L’impennata dei contagi, la paura di infiltrazioni e l’annullamento di altre manifestazioni spontanee previste in questi giorni (ne è saltata una prevista per oggi alle 14,30 ma non autorizzata), non hanno frenato l’organizzazione della protesta di domani alle 20 organizzata a Rovigo, in piazza Matteotti e che richiama rappresentanti di tutte le categorie dalle varie città del Veneto.

“Al momento abbiamo mantenuto la linea di continuare nella protesta - spiega Laura Vallin, tra gli organizzatori - Stiamo studiando tutto nei minimi particolari, con una scaletta ben precisa e interventi programmati di 5 - 6 minuti ciascuno. Inoltre interverrà anche un rappresentante del mondo della Sanità, oltre ai bar, i lavoratori stagionali, gli albergatori e il mondo della cultura e delle palestre”.

Già perché con 119 casi nelle ultime 24 ore, nemmeno Rovigo può considerarsi più la “mosca bianca”, l’isola felice che era fino a qualche settimana fa.

Anche dal Comune le raccomandazioni sono state costanti in questi giorni, con incontri in questura e a Palazzo Nodari. La paura è che, come avvenuto in altre città anche venete, ci siano infiltrati nella manifestazione. “Stiamo prendendo tutte le precauzioni necessarie - assicura l’assessore alla Polizia Locale e al Commercio Patrizio Bernardinello - Siamo in contatto costante con la prefetture e l’attenzione è altissima da parte dell’amministrazione comunale. Temiamo che presenze da parte di persone di altre province, possano creare situazioni di contagio e anche che la manifestazione venga strumentalizzata da facinorosi, che si infiltrano a eventi per creare disagi e violenze”.

In piazza ci sarà un forte schieramento di forze dell’ordine e polizia locale: “Facciamo appello al buon senso se evitiamo di andare in difficoltà è meglio”.

“La preoccupazione di infiltrati alla protesta c’è - gli fa eco Laura Vallin - Siamo dell’idea che lo spirito con cui affrontiamo questa protesta è pacifico e speriamo che questo spirito venga accolto da tutti. Saremo tutelati dalle forze dell’ordine e mi auguro dal più profondo del cuore che non succeda nulla”.

Ancora ipotizzati 500 partecipanti con delegazioni di ogni categoria toccata dall’ultimo Dpcm. Consapevoli che queste categorie non saranno sole. Di qui a pochi giorni sono attese ulteriori restrizioni. “Ci rendiamo conto che gli ospedali sono in sofferenza e che è cambiato qualcosa da una settimana a questa parte. Per questo vogliamo portare anche una testimonianza da parte del mondo sanitario. Quello che vogliamo noi è lavorare in sicurezza. Che poi il lockdown arrivi il 4 o il 9, come dicevano stamattina, cambia poco rispetto alla difficoltà che tutti i lavoratori stanno vivendo”.

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