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LENDINARA

I cento anni di Alberto Lavezzo

I cento anni di Alberto Lavezzo

Il sindaco Luigi Viaro con il neocentenario

Alberto Lavezzo, cittadino lendinarese d’adozione ma lusiano d’origine, ha spento ben 100 candeline. Figlio di Archimede e di Angela Balzan, nacque a Lusia il 18 novembre 1920, a vent’anni fu arruolato e inviato in Albania per combattere, attraversando l’Italia da Trieste a Bari in treno e da Bari traghettato in barca ad una spiaggia senza porto. Qui fu ferito a una mano da una scheggia di granata, rendendolo invalido parziale di guerra.

Al suo ritorno in patria sposò Lina Gioacchin, una sarta provetta molto conosciuta nella città di Lendinara. Lavorò ai Mulini Cavallari di Lendinara e fu poi bidello alle scuole di Lusia, fino alla pensione; qui molto si diverte con i ragazzi, che lo ricordano ancora con affetto. Persona molto ordinata e laboriosa, aiuta in casa la signora Lina e si presta per gli ex combattenti. Gli anni però scorrono implacabili: la moglie si ammala e termina la sua lunga vita assistita da Alessia, che ora si prende cura di lui insieme a Katia.

Pur con qualche acciacco, Alberto è molto lucido mentalmente e con il suo fisico forte ha raggiunto l’ambito traguardo del centesimo anno. Nella giornata del suo compleanno la comunità ha voluto porgergli sinceri auguri nella persona del sindaco Luigi Viaro, che l’ha trovato attorniato dai nipoti e al quale ha consegnato, a nome della Città di Lendinara, una targa per il traguardo raggiunto.

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