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Con il lockdown boom di abusi sulle donne vittime in casa

Il Centro antiviolenza polesano ha accolto 84 utenti disperate di cui 66 dal marzo scorso. “Necessaria una rete istituzionale per tutelarle”

Con il lockdown boom di abusi sulle donne vittime in casa

Sono 84 le donne che si sono rivolte allo sportello del Centro antiviolenza del Polesine dal primo novembre 2019 al 31 ottobre 2020, 66 delle quali a partire da marzo, ossia il periodo del lockdown, a ulteriore testimonianza che la violenza ha le chiavi di casa, come ha detto Rosaria Dell'Aversana, responsabile del centro. I dati sono stati illustrati ieri nel corso di una video conferenza, in cui sono state anche annunciate le iniziative in programma oggi per la Giornata contro la violenza contro le donne. A fare gli onori di casa l'assessora alle Pari Opportunità Erika Alberghini che ha voluto ricordare l'importanza del Centro polesano, sempre più un servizio essenziale, e sottolineare la presenza all'incontro anche dei rappresentanti dei Comuni di Adria e Lendinara, dove il Centro è presente.

E' importante infatti, ha spiegato Dell'Aversana, far conoscere l'attività di questo centro che ha tre sportelli e opera da molti anni in tutta la provincia.

La convivenza forzata, dovuta all'emergenza sanitaria, come ha evidenziato Dell'Aversana, ha reso più difficili i rapporti, facendo emergere le criticità di quelli logorati e violenti. Per questo ci sono stati molti più casi rispetto allo stesso periodo degli anni passati, che hanno comunque visto rivolgersi al Centro, 80 donne nel 2019 e 72 nel 2018.

“Le violenze non sono solo fisiche, ci sono anche quelle psicologiche, invisibili che rimangono dentro e logorano la donna, queste sono in continua crescita”.

Ed ecco quindi che per riflettere e sensibilizzare l'opinione pubblica, il Centro Antiviolenza del Polesine, come ha spiegato l'avvocato Annalisa Ghisellini, ha promosso per domani l'iniziativa “Cambia il finale…” , consegnando alle librerie e alle biblioteche delle Città dove sono presenti gli Sportelli (Rovigo - Adria - Lendinara), dei segnalibri che saranno distribuiti, unitamente ai libri acquistati o presi a prestito, per tutta la settimana.

Il segnalibro contiene il messaggio: "Cambia il finale...- Centro Antiviolenza del Polesine Numero di Telefono e Whatsapp 348 0908200 – Numero Verde Gratuito 800304271"- .

Il riferimento è alla vita di ogni donna che subisce violenza, come se la stessa fosse paragonabile a un libro al quale è possibile, chiedendo aiuto, cambiare il finale della “Storia”.

Trasmettere un messaggio che passerà attraverso i libri: perché la violenza non è un fatto di “Natura” ma di “Cultura”.

“Un messaggio che quest'anno – ha detto la presidente del Consiglio Comunale, Nadia Romeo - riveste ancora più importanza, dando un messaggio di possibilità e speranza di poterlo fare. Questo dipende da due fattori: non sentirsi colpevoli e fare rete soprattutto tra istituzioni”.

Sull'importanza di fare rete d'accordo anche gli altri presenti, a partire dall'assessore al Welfare Mirella Zambello, dalla presidente della Seconda Commissione consiliare Benedetta Bagatin, dalla presidente del Comitato di Pilotaggio Maria Grazia Avezzù dall'assessore alle Pari opportunità del Comune di Lendinara Francesca Zeggio e dal sindaco di Adria Omar Barbierato che ha ribadito la necessità di fare rete, anche inserendo questo servizio nei Piani di zona.

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