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FRASSINELLE

Ucciso da uno scoppio mentre lavora, addio al fabbro Franco

L'uomo, di 74 anni, era conosciutissimo e amattimo in paese, la straziante lettera di chi gli voleva bene

Ucciso da uno scoppio mentre lavora, addio al fabbro Franco

Franco Monaco, 74 anni, di Frassinelle

Non ce l’ha fatta. Si è spento a seguito delle tremende ferite riportate nello scoppio che, secondo le prime ricostruzioni, è avvenuto, per cause da chiarire, mentre stava lavorando nella sua abitazione. Era la serata di sabato, quando il gravissimo incidente si è verificato (LEGGI ARTICOLO).

La morte di Franco Monaco, 74 anni, conosciutissimo in paese, fabbro in pensione, ha scosso tutta Frassinelle, che lo stimava profondamente. Di seguito, la lettera scritta da chi lo conosceva bene e che sarà letta nel corso del funerale. Non appena questo sarà fissato, ricevuto dalla Procura il nulla osta necessario per procedere alle esequie. Da parte dell'autorità giudiziaria, comunque, dopo lo scrupoloso sopralluogo da parte dei carabinieri, non pare esserci l'intenzione di disporre approfondimenti particolari: l'accaduto pare avere, infatti, tutti i connotati della tragica fatalità.

Ecco la lettera, commovente e straziante, di un paese profondamente grato al "suo" artigiano per quanto fatto in decenni e decenni, oltre che per le sue qualità umane.

Muti, attoniti. Siamo rimasti senza parole di fronte a questo incidente, senza parole di fronte a questa improvvisa e dolorosa dipartita.

Sì; perché tutto potevamo aspettarci Franco, tranne che tu ci lasciassi così, improvvisamente, senza una parola di commiato, senza un caro arrivederci. Tu che amavi il tuo lavoro, la tua officina che moltissimi oggetti ha forgiato in questi anni, che sono stati una vita di lavoro, di fatica, ma anche di grande passione. Sei sempre stato un punto di riferimento per questa comunità che oggi ti piange, che oggi si chiede come sia stato possibile.

Sì, perché tu sei sempre stato molto preciso nel tuo lavoro, le tue mani hanno saputo riparare non so quante e quali tipologie di attrezzi, di strumenti, di oggetti. Noi non sappiamo spiegarci che cosa sia successo. Di fronte a questo dolore che ci ammutolisce non possiamo che pensare alla tua riservatezza di uomo e di fabbro, alla tua discrezione che ti accompagnava sempre, che ti rendeva una persona piacevole, composta, mai fuori luogo. Di fronte a questo dolore non possiamo che abbracciare per te i tuoi cari figli, tua moglie che sono attoniti come tutti noi.

Nella nostra comunità, quando suonano i rintocchi della campana che annuncia la morte di qualcuno, ci chiediamo sempre, è spontaneo, naturale: “ma... per chi suona la campana?”. In questo dolore profondo e inspiegabile la campana suona per tutti: e tutti in questo momento ci troviamo ad essere figli, nipoti, parenti, amici di Franco. Tutti ci sentiamo parte di una comunità di affetti. A Lara, a Luca alla moglie Daniela non possiamo che far sentire il nostro affetto, la nostra solidarietà.

È l'amore che salva, è l'amore che lenisce il dolore. Anche quello più profondo, anche quello per noi impiegabile e non atteso. La comunità c'è e si stringe con forza attorno a tutti voi. Con forza, con grandissimo e autentico affetto.

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