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ARQUA’ POLESINE

Il paese insorge contro il nuovo velobox

Una sommossa scatenata sui social per il nuovo dispositivo. Ma c'è anche chi è favorevole

Il paese insorge contro il nuovo velobox

Il paese insorge per un nuovo Velobox. Una sorta di sommossa si è scatenata sui social, per l’installazione di un nuovo apparecchio Velobox, avvenuta un paio di settimane fa. Come per tutti gli apparecchi di questo tipo, il funzionamento è vincolato alla presenza di un accertatore. I residenti si dividono tra chi è convinto che “gli scatolotti arancioni” siano stati installati per “fare su soldi” e chi invece afferma che in zona, “come in Transpolesana, tanti pensano di essere ad Indianapolis e la rotatoria non è il top della sicurezza”.

Favorevoli e contrari, quindi, anche se tutti sono d’accordo sul fatto che quel tipo di apparecchi dovrebbe però funzionare solamente alla presenza degli agenti della Polizia locale sul posto. In realtà, le famose colonnine arancioni che minacciano di rilevare la velocità degli autoveicoli di passaggio si stanno diffondendo sempre più lungo le strade dei nostri Comuni, anche quelli più piccoli, e sono spesso oggetto di polemiche che nascono anche a causa della mancanza di chiarezza. I “Velo Ok”, così si chiamano, sono semplicemente dei contenitori per gli strumenti di rilevazione delle infrazioni che vengono posizionate all’interno all’occorrenza e alla presenza degli agenti controllori. Una discussione che procede da diversi giorni e che, con tutta probabilità, continuerà ancora per diverso tempo, fino a quando gli stessi residenti non si renderanno conto di persone di come queste colonnine arancioni vengano utilizzate.

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commenti 1
  • diduve

    29 Novembre 2020 - 13:01

    Basta rispettare i limiti e passa la paura, eh!

    Rispondi

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