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SANITA'

Niente vaccini, i pazienti offendono i medici

E con l’arrivo dell’anti-Covid aumenterà il caos: “Fase critica due colleghi sono positivi”

Niente vaccini, i pazienti offendono i medici

In alcuni casi i medici sono stati anche aggrediti a Rovigo dai pazienti che attendono il vaccino anti influenzale. Lo racconta il presidente dell’Ordine dei medici e chirurghi polesani Francesco Noce che sottolinea: “La carenza di vaccini quest’anno è un problema che ha riguardato tutta Italia, non solo il Veneto”. E spiega il motivo: “Innanzitutto sono stati chiesti un qunatitativo di dosi superiore agli scorsi anni, è stata abbassata l’età per l’accesso gratuito dai 65 anni ai 60 anni di età, oltre alle persone che soffrono di patologie e i bambini da 0 a 6 anni. Inoltre molte persone sono state sensibilizzate e la paura del Covid ha fatto il resto. Si sono volute proteggere dall’influenza. Dall’altra parte i vaccini sono arrivati con il contagocce almeno in questa prima tranche”.

Tutto, però, era prevedibile, come mai non sono arrivati per tempo? “La Regione ha ordinato ma c’è un ritardo nell’approvvigionamento dovuto alle ditte produttrici. Le dosi sono arrivate e stanno arrivando in diverse tranche dall’inizio di ottobre, ma il Veneto già tra agosto e settembre ci sta lavorando”.

Ora che anche i farmacisti veneti hanno rinunciato ai 30mila vaccini anti influenzali destinati ai banconi per i cittadini che volevano proteggersi ma non facevano parte della categorie protette. Ed è il caos. “Venendo a mancare nelle farmacie - spiega Noce - le persone si sono trovate confuse e impaurite”. E qualcuno è arrivato anche ad aggredire i medici di base che sono sprovvisti delle dosi. “L’affluenza è tanta e le persone se i medici sono sprovvisti sono diventate impazienti. Qualcuno è arrivato anche ad offendere il proprio medico che, lo dico a chiare lettere, non ha colpa alcuna e non sa come rispondere, ma si trova a essere aggredito perché una persona è stata vaccinata e l’altra no. Intanto i professionisti sono subissati di telefonate per tutto”.

E pensare che l’ordine dei medici aveva anche coinvolto i comuni per trovare gli spazi per eseguirli in sicurezza. “Qui a Rovigo i medici si sono arrangiati, in altre parti del Polesine abbiamo chiesto spazi più ampi. Comunque c’è tempo fino a dicembre e speriamo che le persone che ne hanno bisogno possano essere tutte coperte, vaccinazione che porterà a una protezione rispetto ad altri cittadini”.

Il timore è che da gennaio, mese in cui si attendono le prime dosi del vaccino anti Covid, ci sia una corsa. “Vedremo intanto se sarà obbligatorio e per quali categorie. Stiamo assistendo a molti decessi nelle residenze per anziani e questo virus ha già causato molti danni e decessi. Quindi siamo tutti attenti a capire quando arriverà, certo in efficacia e sicurezza. I virologi hanno espresso qualche dubbio ma non avevano i dati delle sperimentazioni. Ci sono Ema ed Aifa che controllano e monitorano quindi prima ci dovrà essere il loro benestare. Certamente valuteranno tutto. E comunque è meglio vaccinarsi che non prendersi il Covid - conclude il medico - In questo momento siamo in fase critica. In Polesine si sono ammalati anche un paio di medici di base e questo è un problema anche per gli assistiti, oltre che per loro a cui auguriamo una pronta guarigione”.

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