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GIUSTIZIA

Tesoro, sentenza che pesa sulla città

Bimbatti: “Sbagliato spostarlo prima della sentenza”. Romeo: “Riorganizzazione non punitiva”

Tesoro sarà trasferito d’ufficio

Appena aveva messo piede in viale Oroboni, nel 2015, nominato dal commissario Ventrice per uno scambio con l’amministrazione di Milano, dove era tornata Sabrina Patanella, l’aria era cambiata. Giovanni Tesoro, questo è emerso durante l’istruttoria dibattimentale, amava lavorare, lavorava anche di notte. Si vedeva in borghese scattare foto alla Movida in centro, o girare anche fino a tarda sera con la sua squadra, per la fiera d’Ottobre, per intercettare gli ambulanti abusivi. Era girata voce che a Rovigo non c’era modo di varcare le porte della città per la Fiera d’Ottobre. Poi i controlli sulle reali situazioni di “accoglienza” dei profughi in un locale a Rovigo.

Infine le pesanti accuse di peculato e false attestazioni. Per l’ex comandante era stato un brutto colpo, umanamente e professionalmente. “Accusato per aver lavorato troppo - ha ripetuto in aula il suo difensore, Marco Petternella - Non è un caso che il pm Bigiarini, abbia chiesto e ottenuto l’assoluzione. E’ un dato di fatto che la procura di Rovigo si sia resa conto dell’errore e abbia fatto passi indietro rispetto all’accusa”.

“La sentenza di assoluzione sancisce una ingiustizia - dichiara l’ex vicesindaco di Rovigo e vice commissario di Forza Italia Andrea Bimbatti - E’ stata un’ingiustizia anche la rimozione dal suo incarico. A nostro parere doveva eventualmente giungere in caso di condanna. Noi siamo sempre stati garantisti, invece la sinistra si connota per un doppio pesismo, a seconda che la giustizia sia favorevole o contraria, va rispettata o riformata”.

Il riferimento di Bimbatti è alla rotazione dei ruoli, che subito dopo la nomina del sindaco Gaffeo, nel 2019, ha colpito Tesoro, mandato a dirigere Sport e Servizi Sociali. “Era venuto a Rovigo per fare il comandante della polizia locale, lo prevedeva il suo contratto. Ricordo che umanamente era stata per Tesoro una situazione di grande sofferenza. Fu lui il primo a dichiarare la sua disponibilità a fare un passo indietro, ma il sindaco Bergamin, che aveva un ottimo rapporto con lui, le rifiutò, nonostante i fuochi incrociati a Palazzo Nodari”. Mattia Moretto premette: “Non conosco la persona, ma in Italia siamo campioni ad anticipare le sentenze. Mi ricordo i commenti. La persona è stata dilaniata, non riusciamo a capire che bisogna prima aspettare i gradi di giudizio e poi eventualmente giudicare”.

Angelo Zanellato, segretario provinciale del Pd, non conosce la persona, ma sulle scelte dell’amministrazione rispetto al personale risponde diplomaticamente: “Non conosco la storia dell’ex comandante, se non per somme linee, ma chi va ad amministrare ha la facoltà di organizzare i propri dipendenti nel modo migliore possibile. Bravo o non bravo, qualsiasi amministrazione è ovvio che riorganizza la propria struttura per risolvere alcuni problemi. E sicuramente è stato spostato nel ruolo in cui poteva risolvere alcuni problemi. Un funzionario a cui viene chiesto di svolgere un’altra mansione lo deve fare. E’ nei suoi compiti”.

“Non giudico le sentenza- dichiara Nadia Romeo, presidente del consiglio comunale - e non mi sono occupata della rotazione dei dipendenti. Posso solo dire che mi fa piacere per una persona che ha lavorato per la comunità di Rovigo. Non entro nelle ragioni per cui è stato trasferito e oggetto di una riorganizzazione che non voleva essere certamente punitiva per nessuno”.

Già, non fa una piega, e Tesoro lo ha fatto, ha cambiato settore. Ma l’uomo operativo giorno e notte, che voleva riformare la polizia locale a Rovigo, si è man mano spento, fino a richiedere, appena possibile, non un giorno in più, di andare in pensione. Ora è tornato a Rho, in Brianza, dove per il suo lavoro in passato era finito sotto scorta per infiltrazioni mafiose. E preferisce che il suo silenzio parli per lui. No comment, Rovigo.

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