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CHIESA

“Non c’è nessun Natale da salvare”

Don Fabio: “Preoccupiamoci di salute, lavoro, famiglia e fraternità, per diventare meno aridi”

“Non c’è nessun Natale da salvare”

Ormai il Natale è alla porte. Sarà un Natale diverso, ormai questo è certo. Ma sarà un Natale che quasi sicuramente lascerà un segno profondo in ogni persona donne e uomini, bambini e anziani, giovani e adulti. Anche se, alla fine, non sarà il Natale a essere di diverso, saranno diverse le persone, sarà diverso lo stato d’animo, sarà diverso il momento storico caratterizzato dalle terribile pandemia.

E’ questo il senso della riflessione di don Fabio Finotello, parroco dell’unità pastorale San Vigilio – San Rocco, affidata al bollettino parrocchiale.

“Abbiamo una buona notizia – esordisce il sacerdote - non c’è nessun Natale da salvare. Avete già da salvare tante cose: il lavoro, la salute, quel minimo di fraternità familiare, quel briciolo di umanità per non diventare aridi. Impegnate completamente voi stessi a salvare queste cose. Ma il Natale no, non preoccupatevi, quello non è da salvare. Anzi. È vivo e vegeto”.

Allora ricorda che “nel 1917 sulle trincee del primo conflitto mondiale il Natale rompeva i fronti degli eserciti e faceva giocare i soldati a pallone. In Cina, anche ai nostri giorni, tentano di reprimere il Natale, ma si radunano in una casa, entrano anche in cento, stendono una tovaglia bianca, sussurrano le preghiere per non farsi sentire cantare troppo forte, al massimo vi fanno un Presepio. E poi, finito tutto, se ne tornano ognuno a casa sua. Vedete? Il Natale si salva da solo”.

A questo punto don Fabio indaga il significato profondo di questa festa.

“Il Natale salva noi, non viceversa – sottolinea il sacerdote - Se volete il Natale egli verrà. Siamo in Avvento, il grande tempo dell’attesa. Non si tratta tuttavia di attendere colui che già venne, ma di restare attenti a Colui che viene quando vuole. Gesù torna. Sì, torna. È il risorto che rimane in contatto con la sua chiesa. Egli viene e va. Ci frequenta. Ci visita. Ci circonda. Ci precede. Ci affianca. Ci segue. Ci solleva. Ci agita. Ci turba. Ci sovverte. Ci converte. Ci avverte. Egli viene. Certamente se dormiamo non ci accorgiamo di nulla, anche se Egli è lì accanto a noi”.

E ancora: “Ma se tu lo vorrai davvero, Egli verrà. Fa un patto in questi giorni di Avvento: uno o due obiettivi a portata di mano”.

“La domenica in una parrocchia attorno all’eucaristia impegno fisso, cascasse il mondo - prosegue l’accorato appello del sacerdote - Senza scuse, senza eccezioni, senza auto-giustificazioni: tanto per restare sveglio dentro e mettere solennemente da parte l’orgoglio spirituale del nostro tempo per cui ‘Dio lo incontro ovunque’ anche se non faccio un fico secco per stargli davanti”.

“Secondo: scegliti qualcuno da amare gratis, a costo di prendere legnate. Ma sceglilo bene, non fra quelli che già ami. Pescalo fra quelli che ti stanno sulle scatole e hanno bisogno, almeno in qualcosa, di essere amati. E trovaci gusto. Prova”.

“Forse non cambierai nulla del vostro rapporto - prosegue ancora don Fabio - Cambierai solo te stesso. Ascolta come l’amore ti libera dal dover essere per forza riconosciuto e compensato”.

E conclude con un consiglio: “Vivi questi giorni verso il Natale come non li hai mai vissuti. Sarà Natale, sarà memorabile. Se sarà vero, tra l’altro, sarà per sempre. E Gesù di Nazareth, il Signore del Natale, puoi giurarlo, dal nulla che distrugge, Lui salverà te nel suo Natale”.

Un segno concreto del Natale è stata la raccolta alimentare della Giornata del ringraziamento, che ha visto una straordinaria partecipazione di generosità ma soprattutto ha consentito a tante famiglie in forti difficoltà economiche di sedersi a tavola con un sorriso.

Un bellissimo segnale: polemiche e difficoltà a parte, la solidarietà e il vero senso del Natale e delle Feste sono ancora estremamente vivi.

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