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LA STORIA

"Offeso dall’autista perché nero"

Il conducente avrebbe gridato davanti a tutti "questo vi ruba due euro" per un biglietto mancante

"Offeso dall’autista perché nero"

"Discriminati in autobus perché di colore e proprio dall’autista". Una signora di Rovigo, ha inoltrato due reclami a Busitalia per il comportamento giudicato discriminatorio e razzista subito dal marito e dal figliastro di origini senegalesi. "Non ho ancora avuto una risposta formale, una spiegazione scritta da parte della società, solo telefonate in cui mettono in dubbio le nostre ricostruzioni - racconta la rodigina - ma intendo andare fino in fondo, anche perché mio padre era un autista, non si sarebbe mai permesso di trattare così i suoi viaggiatori".

Il primo caso che la signora giudica "incivile, offensivo e irrispettoso" sarebbe avvenuto a fine ottobre, nell’ora di punta della tratta tra Rovigo e Padova. "Noi abitiamo a Boara Pisani e mio marito - spiega la signora - prende sempre il bus a Rovigo verso Boara. E’ sempre stato abbonato e compra blocchetti di biglietti, quel giorno non è riuscito a reperire due biglietti ma uno solo, mentre era con il figlio 17enne". Al controllo dell’autista l’uomo mostra un biglietto, ma il secondo per il figlio non ce l’ha. Quando il senegalese prova a spiegare- secondo il racconto fatto dalla signora a Busitalia - il conducente si rivolge in malo modo e poi si rivolge ai presenti e grida ‘questo stava provando a rubarvi 2 euro di biglietto”.

“Dopodiché - continua la donna - è stato cacciato in malo modo. Al che mio marito gli ha lasciato sul cruscotto il biglietto intonso che aveva in mano e a piedi lui e il figlio sono arrivati fino a Boara Pisani, percorrendo 4 chilometri. Al telefono un signore che si è presentato come controllore di Busitalia mi ha detto che se anche avessi chiamato la polizia per il trattamento ricevuto da mio marito, lui comunque era senza biglietto e non poteva viaggiare senza titolo”.

L’altro episodio venerdì scorso. Questa volta il 17enne, che in genere “non ha mai riferito di essere stato discriminato a Rovigo”, precisa la donna, era in attesa del bus delle 13,30 con fermata a Boara Pisani e verso Rovigo, dove frequenta un corso. “L’autobus era in ritardo di 7 minuti. Quando è arrivato ha aperto le porte per fare uscire un altro viaggiatore, poi ha chiuso ed è andato via”.

Gli era successo anche il mercoledì 16. “Impossibile non vedere il ragazzo che si sbraccia, anche perché è alto 1,90 metri”.

Le giustificazioni al telefono per cui il sistema satellitare avrebbe registrato che l’autobus è partito dopo 59 secondi, non le bastano. “Mio figlio prende il pullman tutti i giorni e sinceramente credo di più a lui che non a un controllore”. La rodigina si è anche rivolta a un avvocato, oltre ad avere inoltrato reclamo alla società che gestisce il trasporto pubblico urbano. “Non credo che dipenda nemmeno dalla capienza dei bus - dice - anche perché mio padre (ma erano altri tempi), quando non poteva accogliere più gente si fermava e spiegava”.

Il ragazzo senegalese, che sta imparando l’italiano e sta cercando di inserirsi “si arrabbia lì per lì - racconta la signora - ma poi la rabbia gli passa e gli rimane questo amaro in bocca. E’ una persona molto educata. E io odio le discriminazioni. Il reclamo è ancora aperto, ho chiesto un confronto con il conducente che non si è fermato, deve essere sempre lo stesso, ma io pretendo scuse”.

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