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PONTECCHIO POLESINE

“Possiamo ancora uscirne migliori”

La lettera del sindaco Simone Ghirotto ai propri concittadini, nell’anno che non sarà dimenticato

“Possiamo ancora uscirne migliori”

Il sindaco Simone Ghirotto prende carta e penna e scrive ai propri concittadini, facendo un po' il bilancio di questo “strano” anno e condividendo con loro alcune importanti considerazioni e riflessioni.

“Da sempre si dice che non c’è da fidarsi degli anni bisestili e in effetti il 2020 è iniziato male e ci sta accompagnando in questo modo, fino alla fine. Un anno in cui tutti quanti ci siamo dovuti confrontare, e lo stiamo ancora facendo, con un virus che non molla la presa. Tante generazioni non hanno vissuto la guerra, né visto cos’erano i campi di sterminio, i più giovani non hanno memoria dell’alluvione del 1951 e di altre situazioni tragiche e sicuramente non avrebbero mai immaginato di vivere una vera e propria pandemia – scrive il primo cittadino - Nella società tutte le contraddizioni sono esplose, come quando la marea si abbassa e improvvisamente tornano in superficie gli scogli sopra i quali abbiamo navigato indenni per decenni, poiché coperti dall’acqua. La povertà ha iniziato a mordere le caviglie più di prima e a più persone, la sanità a scricchiolare nei suoi contrasti e nella sua decennale malagestione, la paura di non poter più ritornare alla superficiale spensieratezza alla quale ci eravamo abituati ha iniziato a renderci nevrotici, le nostre case sono diventate di colpo più piccole e scomode e abitate da persone che a causa dei tanti impegni si trovano ad essere quasi semi-sconosciute, tantissimi politici mostrano più di prima i loro limiti culturali e di prospettiva”.

“Assieme a questo, però - prosegue il primo cittadino - si possono riscontrare segnali positivi: i medici e gli infermieri che lottano in prima linea, bistrattati e sottopagati da sempre, sono diventati i nuovi eroi, gli amministratori locali quasi miracolosamente e più di prima hanno iniziato a destreggiarsi con le poche risorse a loro disposizione, gli insegnanti si sono reinventati in tempi record con un vero e proprio salto nel futuro grazie alla didattica a distanza. Personalmente credo che una crisi di queste proporzioni tenda a modificare, a rivelare la nostra vera natura, sia come persone che come comunità”.

“Un po’ come quando si è soli al volante in mezzo al traffico: è lì che viene fuori la nostra vera personalità. Le immagini che più ricorderemo credo siano quelle di un medico stremato in un reparto di terapia intensiva dopo innumerevoli ore di lavoro, teso a salvare vite umane, e i mezzi militari in uscita da Bergamo carichi di bare. Personalmente non dimenticherò Piazza Giacomo Matteotti e le altre vie del nostro paese deserte, come la Chiesa, la scuola, la biblioteca, gli impianti sportivi, le attività economiche ed esercizi pubblici chiusi”.

“Sicuramente - prosegue nel bilancio, anche personale, il primo cittadino - su alcune mie decisioni avrò ricevuto tante critiche, delle quali mi assumo tutta la responsabilità, ma ho agito sempre nella consapevolezza e nell’unico obiettivo di potervi proteggere da questa infame pandemia. Credo che tutti abbiamo voglia di tornare alla vita di comunità, a riappropriarsi degli spazi di sempre, dei sorrisi di sempre, delle chiacchierate di sempre, del caffè di sempre, delle voci dei bambini di sempre, persino delle lamentele e dei diverbi di sempre”.

“Se riusciremo a fortificare la responsabilità, il senso civico, i nostri sentimenti ed i nostri pensieri – conclude il sindaco Ghirotto - potremmo essere certi che da questa situazione di emergenza sanitaria ne usciremo più buoni, più forti e più saggi per il vantaggio di tutti”.

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