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INFRASTRUTTURE

Il Polesine è sconnesso. Un buco nero del Veneto digitale

Lontani dal resto del Veneto, soffriamo anche nei confronti della vicina Ferrara, che è nella top-10

Il Polesine è sconnesso. Un buco nero del Veneto digitale

Un buco nero nel Veneto digital. La provincia di Rovigo è sconnessa: siamo quartultimi, a livello nazionale, per digitalizzazione, davanti soltanto a Vibo Valentia, Enna e Fermo. Insomma, al Nord nessuno fa peggio di noi.

Lo dice il nuovo report “Ey Digital infrastructure index” che analizza il livello di efficienza e maturità delle infrastrutture digitali delle 107 province italiane, prendendo in considerazione sia la diffusione delle infrastrutture Tlc e broadband, sia il grado di digitalizzazione delle altre infrastrutture presenti sul territorio.

In vetta alla classifica c’è Genova. Fatto 100 il punteggio digitale del capoluogo ligure; Milano - seconda - si colloca a quota 92,2 punti, mentre Roma - terza - è a 82,1. Al quarto posto Bologna con 80,8. Queste quattro città sono l’eccellenza a livello nazionale. Nella fascia immediatamente inferiore spicca Ferrara (nona a livello nazionale) con 64,1 punti. Mentre tutto il Veneto, escluse Rovigo e Belluno, sono nella fascia della sufficienza: il punteggio più alto lo fa registrare Venezia con 54,8, seguita da Padova con una valutazione di 51,4, quindi Vicenza a 46,4, Verona con 43,4 e Treviso a 40,5 punti. Belluno è nella fascia dell’insufficienza, con un punteggio di 32,7. Rovigo, invece, è bocciata senza appello: finiamo in zona rossa, con appena 12,1 punti, sotto a Carbonia e Crotone.

Più in generale, dal report emerge - una volta tanto - l’assenza di una spaccatura netta tra Nord e Sud: la “sofferenza digitale” è presente dappertutto, non solo al Sud (in particolare Sardegna, Sicilia, Calabria), ma anche al Nord, come dimostra il caso del Polesine (ma anche molte zone del Piemonte e le province periferiche della Lombardia), e soprattutto al Centro (bassa Toscana, Lazio al di fuori di Roma, Marche e Abruzzo).

Diffuso, in particolare, il ritardo della dorsale adriatica, che sconta una tradizionale minore priorità da parte degli operatori Tlc, ed un sistema di utilities locali meno sviluppato rispetto al resto del Paese: Marche, Abruzzo, Molise, fino alla Puglia settentrionale, sono territori con indice di infrastrutturazione digitale di molto inferiore alla sufficienza.

Si nota, inoltre, una disomogeneità di territori anche molto vicini tra di loro: la disparità netta tra due territori simili come Ferrara e Rovigo lo dimostra.

“E’ ormai assodato - il commento di Andrea D’Acunto, med telco, media & technology leader di Ey - che l’Italia per il rilancio economico debba accelerare sulla digitalizzazione, a partire dagli investimenti sulle infrastrutture digitali, che non si limitano solo a banda ultralarga e 5G, ma devono comprendere anche cloud computing, reti Iot e sensoristica. L’accelerazione deve avvenire sulla base dei business needs delle imprese, con una definizione delle priorità che metta in relazione la localizzazione del sistema produttivo italiano con la diffusione delle infrastrutture digitali sul territorio. Parte del supporto economico agli investimenti digitali necessari ai territori, che si trovano oggi in una condizione di gap infrastrutturale, può venire dal Recovery fund e dal piano nazionale per la ripresa e la resilienza, con le opportune differenze: nel caso delle Pmi per la modernizzazione dell’impresa, nel caso delle aziende più grandi per costruire o rafforzare l’ecosistema di filiera”.

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commenti 1
  • diduve

    13 Gennaio 2021 - 12:12

    Neanche fossimo un territorio con catene montuose e luoghi impervi.. E' proprio mancanza di voglia di investire

    Rispondi

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