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Individuate in Polesine le cinque "capitali" per i vaccini

Rovigo, Adria, Porto Viro, Trecenta e una tra Occhiobello e Lendinara: ultime limature al piano

Individuate in Polesine le cinque "capitali" per i vaccini

Rovigo, Adria, Porto Viro, Trecenta e Occhiobello (o Lendinara), con possibili succursali a Porto Tolle e Castelmassa. Saranno allestiti qui i cinque centri vaccinali, dove - secondo le intenzioni dell’Ulss già dall’inizio febbraio - inizierà la somministrazione alla popolazione del farmaco capace di immunizzare dal Covid.

E’ quanto proposto dall’Ulss 5 ieri pomeriggio alla Conferenza dei sindaci, e approvato (seppur con qualche lieve modifica) dai primi cittadini polesani. Ora, ai sindaci dei cinque centri di vaccinazione il compito di identificare i luoghi idonei, dato che - ha sottolineato il direttore generale Antonio Compostella - “le vaccinazioni non avverranno più all’interno degli ospedali”. E’ stato lo stesso Compostella, poi, a svelare che per quanto riguarda Rovigo la scelta finale dovrebbe ricadere sul Censer.

Per il resto: su Porto Viro graviterà l’intero Delta del Po (compreso Loreo, inizialmente “abbinato” ad Adria, per un totale di 36.905 persone maggiorenni), con la possibilità che - per tre giorni a settimana - le vaccinazioni si spostino invece a Porto Tolle, per diminuire le difficoltà logistiche legate agli spostamenti (in particolare degli anziani) in un territorio così vasto; Adria farà da punto di riferimento per la parte centrorientale della provincia, da Papozze a Crespino, Gavello, Ceregnano, Villadose e San Martino (36.638 i maggiorenni); su Rovigo graviteranno i Comuni della cintura urbana fino a Polesella (51.494 persone); Occhiobello (o Lendinara) sarà l’hub per la fascia centro-occidentale, da Canaro a San Bellino, passando per Fiesso e Pincara, e su fino a Costa e Lusia (33.746 residenti); mentre su Trecenta graviterà tutto l’Alto Polesine, da Stienta in su (43.835 persone), con la possibilità di spostare le operazioni per tre giorni a Castelmassa, “magari al Mercato coperto”, annuncia il sindaco Luigi Petrella.

Da chiarire, ora, soltanto il dualismo tra Lendinara e Occhiobello: i due Comuni dovranno presentare all’Ulss il proprio possibile sito vaccinale, e la scelta ricadrà - ovviamente - su quello ritenuto più idoneo dal punto di vista logistico e sanitario.

E a proposito, il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara ha ventilato l’ipotesi che, nel caso in cui Adria non avesse spazi idonei, sia Ceregnano ad allestire il centro vaccinale dell’area, occupando un capannone della fu Grimeca, oggi Tmb. “Per logistica, viabilità e disponibilità di parcheggi, mi sembra un’ottima soluzione”, ha detto.

Lo stesso Dall’Ara ha poi annunciato la disponibilità della Protezione civile di fornire supporto logistico ai centri vaccinali, compresi i trasporti delle persone anziane. “L’importante - ha sottolineato - è che anche i volontari vengano vaccinati in via prioritaria”. Per chi sarà impossibilitato a muoversi, invece, l’Ulss garantirà l’intervento a domicilio con le “primule”, le ormai famose squadre volanti annunciate dal commissario Arcuri per le zone periferiche (Porto Tolle e Melara su tutti).

Ad essere vaccinati per primi, secondo l’ordine di priorità stabilito dal governo, saranno gli over 80 per proseguire poi con gli over 70. Questi due gruppi, in Polesine, contano 47mila persone: 8.316 nel Delta, 8.920 nella zona di Adria, 11.243 in quella che fa riferimento a Rovigo, 8.135 su Occhiobello e 9.887 per il centro di Trecenta.

Poi, si proseguirà con i lavoratori dei servizi essenziali, per poi proseguire fino alle fasce d’età fino ai 60 anni, a seconda del numero di dosi a disposizione. Si proseguirà poi con le persone con patologie pregresse, partendo dai 59enne e andando a scendere; per gli immunodepressi sarà lasciata al soggetto - assieme al proprio medico curante - la scelta, in base alle terapie seguite.

Si verrà chiamati nominalmente, ma non per telefono: verrà inviata una lettera all’indirizzo di residenza, con specificati luogo, giorno e ora della vaccinazione; ci sarà ovviamente la possibilità di spostare l’appuntamento. Ancora da decidere, invece, l’ordine di priorità per under 18 e donne in gravidanza. Una volta vaccinati, l’immunità dovrebbe durare dai sei ai 12 mesi. Ma, per questo aspetto, le valutazioni sono ancora in corso.

“E’ stato un incontro fruttuoso - ha tirato le somme lo stesso Compostella - ringrazio i sindaci per la loro disponibilità, così come i volontari della Protezione civile e delle associazioni che saranno coinvolte in questo sforzo titanico per vaccinare la popolazione polesana”.

Soddisfatto anche il presidente della Conferenza dei sindaci Franco Vitale, che ha partecipato affiancato dal suo vice Luca Prando. “L’Ulss ha fatto un ottimo lavoro, e i sindaci si sono dimostrati disponibili ad accogliere il piano. Ora auspico che i cittadini siano comprensivi e collaborativi, nell’assicurare che le operazioni di vaccinazione vengano svolte con la massima serenità”.

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