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LA PROTESTA

La protesta di bar e ristoranti arriva anche in Polesine. Ma per ora è solo in chat

I titolari dei locali restano al coperto: "Impensabile aprire i locali per protesta senza tutele. Rischiamo tutti la multa per nulla"

La protesta di bar e ristoranti arriva anche in Polesine. Ma per ora è solo in chat

La protesta di ristoranti, bar e palestre è pronta a sbarcare anche in Polesine. Il fronte di protesta contro le chiusure prolungate si sta allargando e dalla Germania, dove è partito, è arrivato in Italia dove sembra siano già più di 30mila le attività che avrebbero aderito. #IoApro è l’hashtag che sta spopolando sui social tra i ristoratori, i baristi e i titolari delle palestre, che hanno deciso di avviare una protesta per venerdì, tenendo aperti i rispettivi locali nonostante i divieti.

L’iniziativa si sta allargando e su Telegram stanno nascendo i primi gruppi: in tutta Italia e anche in provincia di Rovigo gli esercenti si stanno organizzando per aderire alla clamorosa protesta anche se, al momento, nessuno si espone.

Le aperture, come si legge nella locandina postata su tutti i social e nelle varie chat, prevedono la tutela legale gratuita per tutti i partecipanti. Una manifestazione simbolica alla quale anche alcuni gruppi di cittadini e alcuni movimenti politici hanno deciso di partecipare in segno di solidarietà.

“Senza avere la certezza che ci sarà una tutela e un supporto legale, non ho nessuna intenzione di aprire per rischiare la multa e la chiusura del locale - prende però posizione Giorgia, titolare del bar Cacciatore di Ficarolo - se all’iniziativa avessero aderito le nostre associazioni di categoria, avrebbe avuto senso. Così direi che non ne vale la pena”.

“Abbiamo lavorato in agonia tra chiusure anticipate e definitive, non mi fido assolutamente di questa iniziativa - racconta Giuliana della locanda del Sorriso di Bosaro - noi abbiamo aperto a fine 2019 e non avendo uno storico dell’anno precedente non siamo rientrati in nessun ristoro e, nonostante questo, crediamo che nella nostra provincia non attecchirà molto questa iniziativa. Chi rischia di prendere una multa, magari di dover chiudere, senza avere alcun tipo di garanzia? Noi no di sicuro”.

Assolutamente contraria a questa iniziativa, anche Elena Stievano, titolare del Suite 30 Cocktail bar di Rovigo che anche attraverso un post su Facebook ha espresso pubblicamente il suo pensiero. “So che alzerò un vespaio, ragiono con la mia testa, non seguo correnti politiche e vaglio le conseguenze delle mie azioni - si legge nel suo post - #IoApro a me sembra un po’ tutto molto simile a quello vestito da gnu con le corna di Washington. Ecco, visto che si parla di assistenza legale gratuita, io vorrei invitare tutti i miei colleghi che aderiranno ad informarsi bene su chi li difenderà in caso di sanzioni e chiusure, prima di attuare questo tipo di disobbedienza. Se questa protesta fosse partita dai nostri rappresentanti, la cosa avrebbe avuto un seguito diverso e avrebbe dato visibilità al nostro settore. Io comunque non apro e aspetto di poterlo fare nella totale legalità non appena miglioreranno le cose”.

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