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POSTE ITALIANE

"Basta con i nostri anziani al freddo per ore fuori dagli uffici postali"

A Cavarzere il consigliere Emanuele Pasquali sta raccogliendo un grande successo con la sua raccolta firme

"Basta con i nostri anziani al freddo per ore fuori dagli uffici postali"

È partita con molta partecipazione la raccolta firme promossa dal consigliere di minoranza Emanuele Pasquali per contrastare i disservizi degli uffici postali: “Chiediamo l’attivazione dell’ufficio postale di Boscochiaro sei giorni alla settimana, e l’apertura di un ufficio mobile 3 giorni a San Pietro e 3 giorni a Rottanova”.

È il consigliere comunale di minoranza Emanuele Pasquali ad aver dato il via alla raccolta firme in seguito alla situazione che si sta verificando negli uffici postali del territorio cavarzerano: si tratta di file e attese interminabili che si verificano all’esterno degli uffici postali, vista la chiusura (avvenuta nel 2019) dell’ufficio di San Pietro, l’apertura di un solo giorno alla settimana a Rottanova e il dimezzamento dei giorni di apertura (da sei a tre) a Boscochiaro; solo l’ufficio del centro città ad oggi è aperto tutti i giorni.

Rispetto a questa situazione il consigliere Pasquali non ha usato mezzi termini, intervenendo con decisione e organizzando una raccolta firme in merito all’argomento: “Durante l’attesa all’esterno, al freddo, si rischia seriamente di ammalarsi. Qui non c’entrano le misure anticovid, qui si sta scherzando con la salute delle persone senza che nessuno se ne preoccupi”, aveva sbottato il consigliere. Inoltre, aveva puntualizzato che lo scorso 17 agosto era stata presentata un’interrogazione al comune che chiedeva di riattivare l’ufficio postale di Boscochiaro per sei giorni alla settimana, visto che questo è ormai diventato l’unico presidio per i residenti San Gaetano, Dolfina, San Pietro e Villaggio Busonera. Questi i motivi che hanno spinto ad attivare la raccolta firme, iniziata in questi giorni: “Chiediamo l’attivazione dell’ufficio postale di Boscochiaro sei giorni alla settimana, e l’apertura di un ufficio mobile 3 giorni a San Pietro e 3 giorni a Rottanova, usufruendo degli spazi esistenti - si legge nel foglio distribuito per l’appello - Questa parte di provincia non deve essere abbandonata. Lasciare questi territori senza il servizio essenziale delle Poste è una mancanza di rispetto verso la popolazione e in particolare verso i nostri anziani e le famiglie che da sempre usufruiscono degli uffici periferici per riscuotere la pensione e per gestire il proprio risparmio. Tale organizzazione, oltre ad obbligare i cittadini a spostamenti verso gli uffici postali aperti, sta costringendo tutta l’utenza a concentrarsi negli orari e giorni prestabiliti con attese snervanti di ore con qualsiasi tipo di condizione meteo. L'ufficio centrale di Cavarzere sta subendo da molti mesi, con la riduzione del servizio nelle frazioni, un intasamento dei propri sportelli, la protesta di molta utenza e una pericolosa concentrazione di persone non consentita in questa emergenza sanitaria. Come cittadini chiediamo un tavolo di confronto tra comune e Poste Italiane affinché le scelte non siano calate dall’alto ma condivise il più possibile con la cittadinanza”.

La raccolta firme è iniziata e sembra esserci molta partecipazione rispetto alla questione molto sentita in tutto il paese, tanto che l’appello non è più circoscritto all’area di Boscochiaro e San Pietro ma a tutto il territorio comunale, inclusa quindi anche Rottanova e il centro città che si ritrova a subire gli effetti delle chiusure. “La raccolta firme è partita alla grande - spiega il consigliere Pasquali - sto distribuendo moduli a persone che nemmeno conosco, e tutti vogliono firmare!”. Intercorrano dieci giorni prima della raccolta dei moduli firmati, che sono stati distribuiti in tutte le attività aperte a San Pietro e quelle di Boscochiaro, ma anche a Rottanova, oltre che all’associazione “anteas” e ad altre 50 persone circa che si stanno impegnando nell’iniziativa di raccolta.

“Vi chiedo gentilmente di firmare l’appello - si conclude il modulo firmato dal consigliere Pasquali - battersi per la comunità dei servizi pubblici è sinonimo di speranza per il futuro, per noi e per il territorio che amiamo”.

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