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“In forma, ma il Covid è stato duro”

Gragnanin: “Io sono sempre stato uno sportivo eppure ho dovuto ricorrere all’ossigeno. Ho temuto per il ricovero”

“In forma, ma il Covid è stato duro”

“E’ stata dura. Il Covid è davvero subdolo e perciò invito tutti ad osservare tutte le norme di prudenza e a vaccinarsi”. Da un mese Giampietro Gregnanin, storico esponente della Uil di Rovigo ed attuale segretario regionale della Uiltec, è positivo al coronavirus, costretto a rimanere in isolamento dentro casa. Ma, spiega: “Lo scorso 26 dicembre pensavo davvero di dover essere ricoverato. Avevo affanno e difficoltà respiratorie. Poi per 4/5 giorni ho fatto ricorso all’ossigeno e le condizioni sono migliorate”.

Gregnanin racconta come è iniziato il suo rapporto con il virus: “Il 13 dicembre credo di aver contratto l’infezione, non so ancora come di preciso, forse attraverso qualche contatto personale, o dopo aver toccato qualche superficie infetta. Mi è leggermente salita la febbre e già ai primi sintomi, prima ancora della conferma del tampone, mi sono messo in isolamento, a casa, per evitare di contagiare la mia famiglia”. Poi la conferma della positività, “la prima settimana - continua - ho avuto sintomi leggeri, qualche linea di febbre e poco più. Ma è nella seconda settimana che le cose sono peggiorate, la febbre si è alzata, la tosse si è incattivita e ho cominciato ad avere difficoltà respiratorie. Tenevo sotto controllo il sangue col saturimetro e quando i valori sono diventati più che sospetti mi sono rivolto al 118. Il 26 dicembre è stata la giornata peggiore, credevo davvero di dover essere ricoverato in ospedale”.

Sono state ore d’ansia, di grande preoccupazione. “Devo riconoscere - continua il sindacalista - che le strutture sanitarie polesane mi hanno seguito in modo ineccepibile. Il mio medico di famiglia è sempre stato in contatto con me consigliandomi. E lo stesso hanno fatto gli operatori dell’Usca. Poi mi sono rivolto al 118 e sono stato aiutato continuamente. Mi hanno indicato come fare ricorso all’ossigeno, hanno scritto la necessaria ricetta medica, che poi hanno consegnato a mio fratello. Ed hanno avvisato la farmacia per conservare la bombola d’ossigeno necessaria. Le indicazioni sono sempre state puntuali e preziose. Ringrazio tutti”.

E così per alcuni giorni Gregnanin ha dovuto aiutare la propria respirazione con la cannula dell’ossigeno. “Il primo giorno - dice - l’ho utilizzato per 5 ore, poi a calare fino a quando non ne ho più avuto bisogno. Ho accompagnato il ricorso all’ossigeno con antibiotici, cortisone, antinfiammatori, seguendo sempre le disposizioni dei medici”.

Il sindacalista in quei giorni ha comunicato via cellulare con molti amici e conoscenti in diverse città d’Italia, “e non sapete - puntualizza - quante persone, poco più giovani o della mia stessa età, 56 anni, hanno raccontato esperienze simili. Il Covid colpisce a 360 gradi, senza distinzioni di età. Io ho sempre fatto sport, prima a livello agonistico, poi amatoriale, percorro tantissimi chilometri in bicicletta, non ho mai fumato, sono stato sempre in salute e in forma. Eppure il virus ha colpito duro e sono stato ad un passo dal ricovero. Altro che dire che colpisce solo gli anziani o le persone con patologie. Invito quindi tutti a seguire le regole di sicurezza e a vaccinarsi. Chi sostiene tesi negazioniste è totalmente scollegato dalla realtà e non sa di cosa parla. Ora sto bene l’ultimo tampone è risultato debolmente positivo, è presumibile che il prossimo sia quello della negatività”.

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