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Il Covid ha ucciso oltre 258 imprese

Il presidente Zanon: “Scenario negativo, gli imprenditori lottano, ma servono aiuti immediati”

Il Covid ha ucciso oltre 258 imprese

Economia, il piatto piange. E il polesine perde oltre 250 imprese. Il Covid sta avendo ricadute pesantissime sul tessuto delle imprese, sia a livello veneto, che polesano. Emerge anche dai dati forniti dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo. E secondo i dati Unioncamere in Polesine si sono perse esattamente 258 imprese considerando le 1.064 iscrizioni e le 1322 cancellazioni.

Nell’anno del Covid-19 il tessuto imprenditoriale dei territori di Venezia e Rovigo registra un saldo negativo (-430) tra cessazioni (4.992) e iscrizioni (4.562) al registro delle imprese. Rispetto all’anno precedente si evidenzia una forte contrazione delle iscrizioni di imprese (-20,2%), e parallelamente anche delle cessazioni che hanno fatto segnare un calo notevole, ma più contenuto (-14,4%).

L’andamento dell’imprenditoria veneziana e polesana nel 2020 è apparso, complessivamente caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia, collegata in parte all’attesa dei provvedimenti di ristoro messi in campo dalle istituzioni, che di conseguenza hanno generato un effetto congelamento sulla demografia di impresa.

È quanto emerge dalle elaborazioni della Camera di commercio di Venezia Rovigo sulla base dei dati Infocamere-Stockview.

In Polesine Nella provincia di Rovigo a fine dicembre 2020 sono 29.027 le impresa attive, con una diminuzione rispetto ai valori dell’anno precedente dello 0,9% e dello 0,2% rispetto al terzo trimestre 2020. Le sedi di impresa a conduzione giovanile vedono una decisa diminuzione (-7,9%) rispetto al 2019, pur registrando un incremento del 2% rispetto al trimestre precedente. Più lieve invece il calo registrato nello stock di imprese straniere (-0,7%) e di imprese a conduzione femminile (-1,3%).

I settori in maggior sofferenza sono l’industria (-2,1%), seguita dai trasporti (-2%), agricoltura (-1,6%) e commercio (-1,3%). Gli unici settori con segni positivi sono i servizi alle imprese (+1,4%) e i servizi alle persone (+0,1%). All’interno di quest’ultimi, si segnala l’aumento di 18 sedi di aziende che svolgono l’attività di “altre attività professionali, scientifiche e tecniche” e di 11 unità delle imprese della divisione “supporto per le funzioni di ufficio”.

Queste dinamiche settoriali sono comunque molto ridotte e riflettono tendenzialmente i trend precedenti all’inizio dell’emergenza sanitaria.

Rispetto all’anno precedente le iscrizioni di imprese con sede in provincia di Rovigo sono diminuite del 21,5% (1.064 contro 1.355 nel 2019). Parallelamente, le cessazioni hanno fatto segnare un calo più contenuto del 11,7% per le cessazioni non d’ufficio (1.322 contro 1.497 nel 2019).

In particolare tra ottobre e dicembre, le iscrizioni di nuove imprese sono state 282 contro le 292 dell’ultimo trimestre 2019 (il 3,4% in meno) e con un aumento del 22,6% rispetto al trimestre antecedente. Le cancellazioni non d’ufficio si attestano invece a 280 questo trimestre, -9,7% rispetto all’anno precedente e +42,1% rispetto al terzo trimestre 2020.

Insomma una situazione economica di grande preoccupazione.

L’analisi A fine 2020 la Camera di Commercio Venezia Rovigo conta 132.178 imprese registrate di cui 118.881 attive. Si confermano alcune tendenze in atto nel tessuto imprenditoriale delle due province, che segna una contrazione del 0,2% nel totale delle localizzazioni attive, in linea con i risultati registrati a livello Veneto e un ulteriore rallentamento in provincia di Rovigo, dove le localizzazioni attive sono in flessione dello 0,9% rispetto allo scorso anno.

Si aggrava, infatti, la contrazione del numero delle sedi di impresa: -305 unità attive a Venezia (-0,5% in termini percentuali) e -336 a Rovigo (-1,4%). Tra queste prosegue la contrazione delle sedi d’impresa artigiane e delle imprese giovanili e, in provincia di Rovigo, si vedono effetti negativi anche per le imprese straniere. Per contro continua, ma rallenta l’aumento delle unità locali: +85 unità locali attive a Venezia (+0,4%), +61 a Rovigo (+1,2%). L’analisi settoriale evidenzia flessioni in quasi tutti i settori.

Il presidente "Lo scenario tracciato è negativo, ma meno disastroso di quanto ci si aspettasse. Rispetto al saldo tra iscrizioni e cessazioni registrato con la crisi del 2013 ci sono dei margini di tenuta su cui lavorare per non aggravare lo stato di salute delle nostre imprese - commenta Massimo Zanon, presidente Camera di commercio di Venezia Rovigo - I nostri imprenditori stanno lottando per tenere in vita la propria attività, ma servono ristori e interventi immediati. Con la giunta e il nuovo consiglio stiamo mettendo a punto per il 2021 una serie di interventi economici per prevenire la crisi d’impresa, sostenere la crescita digitale delle micro e piccole imprese, rilanciare il turismo, potenziare le attività di internazionalizzazione, e favorire la formazione-lavoro dei futuri giovani imprenditori".

"Inoltre - continua Zanon - attraverso Curia Mercatorum, abbiamo appena prorogato le agevolazioni del servizio di mediazione". Proprio per quanto riguarda l’occupazione, Veneto Lavoro segnala nel 2020 un saldo occupazionale positivo di 620 unità nella provincia di Rovigo, contro un saldo negativo per l’area veneziana di 6.433 unità. L’area polesana, pur con dati negativi rispetto all’annualità precedente, registra invece la variazione percentuale minima a livello di confronto tra le provincie venete: si segnala un calo di 3.243 assunzioni, pari ad una diminuzione del 10,9% rispetto al 2019.

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