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Csa, l'incubo coronavirus è quasi finito. Ma 28 vittime in due mesi

Ieri è stato eseguito il richiamo del vaccino. Purtroppo alto, però, il tributo di morti

Csa, l'incubo coronavirus è quasi finito. Ma 28 vittime in due mesi

Il Csa, la casa di riposo di Adria

30/01/2021 - 18:02

Ormai la Casa di riposo è a un passo dal diventare Covid free: i contagi sono drasticamente diminuiti, quasi azzerati. Il bollettino dell’Ulss 5 di ieri parla di 8 persone positive, delle quali 7 ospiti e una sola tra il personale. Il mese di gennaio è stato senza dubbio molto difficile, tuttavia è chiaro che l’azione di contenimento del virus ha avuto i suoi effetti.

Ecco l’evoluzione del Covid nel mese di gennaio: sabato 2: 90 positivi di cui 79 ospiti e 11 operatori; sabato 9: 101 positivi di cui 84 ospiti e 17 operatori; sabato 16: 80 positivi di cui 67 ospiti e 13 operatori; sabato 23: 43 positivi di cui 38 ospiti e 5 operatori; sabato 30: 8 positivi di cui 7 ospiti e 1 operatore.

Una situazione che fa tirare un sospiro di sollievo, anche se l’attenzione resta altissima. Intanto, è stato completato il secondo giro di vaccinazioni, il cosiddetto richiamo. Appare chiaro ormai che la situazione è sotto controllo.

Va ricordato, tuttavia, l’alto tributo di vittime che la Casa di riposo ha pagato a causa del virus: ben 28 le persone che hanno perso la vita negli ultimi due mesi a causa del virus. Oggi risultano essere presenti in riviera Sant’Andrea poco più di 130 ospiti, circa 70 in meno rispetto a un anno fa, ovvero da quando si è insediato il nuovo cda presieduto da Simone Mori e poco dopo è arrivata la bufera del Covid. Tuttavia, fino ai primi di dicembre, la struttura aveva saputo tener lontano il virus, poi è entrato e la situazione è precipitata.

Sicuramente fondamentale è stato l’apporto dato dalla Croce Verde in termini di logistica e supporto ai servizi socio sanitari per far fronte all’emergenza sanitaria: per tutto il mese di gennaio l’associazione di via Malfatti ha operato con una media di quattro/cinque persone al giorno. A fronte di un certo caos che si è registrato nei primi dei giorni di pandemia, l’apporto della Croce verde è stato determinante nel trasmettere un senso di sicurezza e serenità a infermieri e operatori socio sanitari che giorno dopo giorno vedevano i propri colleghi colpiti dal virus, quindi con l’ansia di essere contagiati da un momento all’altro.

E’ decisamente migliorato anche il rapporto con i familiari: ogni mercoledì viene organizzato con incontro con la dirigenza per un aggiornamento della situazione e per raccogliere segnalazioni e suggerimenti.

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