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CORONAVIRUS IN POLESINE

Vaccini, categorie a rischio, ma dimenticate

Addetti alle pulizie e cassieri, autisti e corrieri, guardie giurate o personale Ata

Vaccini, categorie a rischio, ma dimenticate

02/02/2021 - 21:08

Categorie a rischio, ma dimenticate: è, questo, un tema scottante, quando si parla di vaccinazioni e priorità. L’indicazione del governo alle Regioni è quella di impiegare da subito le nuove dosi di vaccino non solo in base all’età, ma anche alla categoria di appartenenza, ovvero i docenti, le forze dell’ordine e la popolazione carceraria, che così “scavalcherà” decine di altre categorie che di certo non rischiano poco. Stiamo parlando, per esempio, di addetti alle pulizie e cassieri, autisti e corrieri, guardie giurate o personale Ata. Posto, peraltro, che in Veneto, come ha spiegato Luca Zaia, dalla prossima settimana si partirà con gli over 80. Dal 20 febbraio, sarà poi la volta di insegnanti e forze dell’ordine.

“E’ evidente che la vaccinazione è la strada maestra, quindi l’invito ai lavoratori è di vaccinarsi, e vogliamo contribuire a diffondere le corrette informazioni al riguardo anche nelle assemblee - spiega Pieralberto Colombo, segretario generale della Cgil polesana - essendoci stata la riduzione nella fornitura dei vaccini, il tema centrale è la priorità da dare: il tema è certamente complesso. Ma credo che categorie come quelle di addetti alle pulizie ed addette mensa negli appalti nel socio sanitario, personale che opera nel commercio alimentare (supermercati), autisti, personale Ata e guardie giurate, per esempio, dovrebbero essere certamente inserite tra le categorie che hanno la priorità”. “Per quanto riguarda gli addetti alle pulizie e le addette mensa negli ospedali, nell’ambito di contratti di appalto - aggiunge Pieralberto Colombo - come Cgil, circa un mese fa, abbiamo segnalato e fatto richiesta, all’Ulss 5 e nell’ambito della regione, di interventi per le vaccinazioni. Credo che le stiano già facendo o le dovranno iniziare a breve”. “Le figure che operano nel commercio a contatto con il pubblico, pensiamo ai supermercati, hanno continuato ad operare sin dall’inizio della pandemia senza sosta - aggiunge il segretario della Cgil - tenendo in piedi il Paese. Anzi, hanno lavorato proprio quando ancora non c’erano le mascherine e il rischio di contagio era più alto, perchè ancora non c’erano dispositivi di protezione e l’esatta conoscenza della portata dell’emergenza. E’ una categoria che va inserita tra quelle che devono avere la priorità per le vaccinazioni”. Lo stesso discorso vale per gli autisti. “Chi guida le corriere o i tassisti sono altre categorie a rischio, soprattutto in questo momento, con la ripresa della scuola in presenza alle superiori. Si tratta, per tutti questi lavoratori, di trasporto pubblico. Così come chi lavora nei treni nel servizio pubblico, a contatto con le persone. Dunque, anche in questo caso, si tratta di un’altra categoria che andrebbe inserita tra quelle che hanno diritto alla priorità per le vaccinazioni. In sostanza, sono categorie a cui è giusto riservare un occhio di riguardo perchè, oggettivamente, svolgono lavori in condizioni di maggior rischio”. Quindi, il personale Ata. “Tutto ciò che ruota intorno alla scuola è a rischio, quindi anche chi opera come personale Ata, che deve garantire continuità educativa al complesso del mondo della Scuola”. “Il compito di vaccinare è del pubblico per garantirlo gratuitamente a tutti- sottolinea Pieralberto Colombo - ma, oltre a segnalare il problema alle istituzioni, credo sia giusto sensibilizzare le aziende stesse, pur senza scavalcare nessuno. Anche se non deve diventare una battaglia tra chi ha più risorse per comprarsi i vaccini. Peraltro, le Regioni stesse hanno un ambito di autonomia in materia di sanità, pur sempre nel solco delle direttive date dallo Stato”.

Sul tema, in particolare per gli addetti alle pulizie, dipendenti di cooperative, interviene anche Simone Brunello, direttore provinciale di Confcooperative a Rovigo. “Credo si possano comprendere, in questa situazione di carenza di vaccini e complessità sanitarie economico sociali ben note, criteri di priorità per la somministrazione delle prime dosi disponibili, ci mancherebbe - spiega Simone Brunello - Se si ragiona ‘per categoria’ e non per ‘ambiti’ si rischia un’impostazione simile al gioco della torre: chi salviamo e chi buttiamo giù. Ne deriva che, nell’ambito sanitario, sono giustamente protette le professioni sanitarie dimenticando che ci sono una serie di altri operatori che lavorano dentro quegli ospedali, Rsa e centri sanitari così esposti al virus: ecco il personale addetto alle pulizie. Che magari è in condizioni di lavoro precario in quanto già di per sè esposto ‘per mansione’ alle attività di pulimento e sanificazione, di conseguenza con un rischio evidente di contagio”. “Se non si ampia l'orizzonte evitando queste distinzioni di ‘categoria’ si rischia di alimentare disuguaglianze ulteriori alle disuguaglianze sociali ben note - conclude Simone Brunello - questi operatori come una sorta di Serie B, nella stessa battaglia di contrasto al virus, in cui in trincea c’è chi ci va finalmente ben armato e chi con una semplice baionetta”.

Infine, con riferimento alle guardie giurate, interviene Daniele Cordone, segretario di Fratelli d'Italia a Fiesso Umbertiano, di professione guardia giurata. “In tema di vaccinazioni, credo che classificare chi ha diritto o chi non ha diritto di priorità sia l'esempio di un governo non preparato in tal senso ad affrontare l’emergenza Coronavirus - dice Daniele Cordone - abbiamo categorie come le nostre guardie particolari giurate che sono a rischio. E’ la mia professione da più di vent’anni, fatta di servizi di portierato e fiduciari impegnati quotidianamente in varchi ospedalieri, porti aeroporti, stazioni. Ma non dimentichiamo neanche le cassiere dei centri commerciali, eccetera. Non possiamo discriminare professioni ad alto rischio: bisogna fare una valutazione concreta e razionale”.

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commenti 1
  • raffaello13

    04 Febbraio 2021 - 08:08

    Non capisco perchè gli Ata Si e i Docenti No. Alcuni Docenti Tecnico Pratici hanno Dovuto insegnare in Presenza in Laboratorio durante tutto il periodo in cuigli Altri sono stati a casa. Con la classe COMPLETA!

    Rispondi



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