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Il bar “Borsa” chiude, cercasi gestore. Il Thun se ne va dopo soli 24 mesi

Il 31 marzo scade il contratto, e la Thun non intende rinnovarlo. Via al bando per un nuovo gestore

Il bar “Borsa” chiude, cercasi gestore. Il Thun se ne va dopo soli 24 mesi

04/02/2021 - 20:42

Era il bar “storico” per eccellenza di Rovigo. Il bar Borsa, dove tutti passavano per un caffè, per un aperitivo, per fare quattro chiacchiere. Ora chiude. Per la seconda volta in pochi anni. La società Thun, infatti, ha comunicato alla Camera di commercio, titolare della struttura, che non intende rinnovare il contratto di locazione in scadenza il prossimo 31 marzo per il Thun cafè. Tra meno di due mesi, quindi, la serranda del bar che affaccia su piazza Garibaldi, si abbasserà. E questa volta non per effetto della pandemia, anche se è molto probabile che le restrizioni degli ultimi mesi abbiano pesato come un macigno, ma per una decisione aziendale.

Ora la gestione del locale sarà oggetto di un bando emesso dalla Camera di commercio, si parla di un canone di locazione di circa 3mila euro, per verificare la possibilità di un subentro, di una nuova gestione. Sta di fatto che la storia del Borsa Thun, così l’attuale gestione aveva deciso di chiamare il locale, in base alla strategia aziendale che possiede altri bar simili, è durata poco più di due anni. L’inaugurazione dell’attuale “Borsa”, infatti, risale all’ottobre del 2018, quando proprio per la Fiera d’ottobre di quell’anno, la nuova titolarità aveva fatto le corse per poter aprire nella settimana più “calda” per la città di Rovigo. L’inaugurazione ufficiale, poi, era avvenuta nel novembre successivo. Una gestione che aveva rilevato il locale dallo storico gestore Lorenzo Paparella.

Il rinnovamento era stato netto, anche perché il bar aveva scelto di non essere “solo” bar, ma anche punto commerciale per la vendita dei prodotti tipici Thun, ossia ceramiche, e le celebri statuette che compaiono in tante vetrinette e mobili di casa. Rinnovati pure gli arredi, i tavolini. Un bar che, a detta di molti, era divenuto meno a “gestione familiare”, forse un tantino “freddo”, di impronta “metropolitana”, in linea con gli altri locali della catena.

Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato, visto che dopo poco più di 24 mesi la Thun ha deciso di cambiare strategia e di lasciare la conduzione del bar. Una scelta che, è praticamente certo, non può non aver subito anche gli effetti della pandemia. Da quasi un anno, infatti, l’emergenza sanitaria ha obbligato bar, ristoranti, locali di intrattenimento, a chiusure e restrizioni continue. Misure che hanno indebolito il fatturato e raffreddato il rapporto con la clientela.

Ora la speranza è che lo storico bar del cuore rodigino possa trovare un nuovo “custode” e che il Borsa possa tornare ad essere il locale dove fermarsi a prendere un caffè prima di andare al vicino teatro Sociale (altra istituzione frenata dalla pandemia); dove darsi appuntamento con amici o colleghi per discutere e chiacchierare davanti ad uno spritz o a un tramezzino; e magari dove bere una birra fresca guardando in televisione (nell’ultimo bar Thun niente tv) la partita della squadra del cuore.

Al di là di scelte commerciali più o meno azzeccate, comunque, è probabile che nelle prossime settimane i colpi dell’emergenza sanitaria siano destinati a calare come una mannaia su molti altri esercizi commerciali, su bar e ristoranti. Anche di questo dovranno farsi carico il nuovo governo e le istituzioni locali.

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