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ADRIA IN LUTTO

Il covid si porta via anche Venerino. Aveva 69 anni

Si era negativizzato, ma le conseguenze del virus sono state irreversibili

Il covid si porta via anche Venerino. Aveva 69 anni

06/02/2021 - 20:08

Tutta la comunità di Valliera è profondamente scossa per la scomparsa di Venerino Giribuola. Aveva 69 anni. Lascia la moglie Loredana, le figlie Federica e Marika, le sorelle Natalina, Rosa, Maria e il fratello Romano. Anche lui una vittima del terribile Covid che l’ha colpito qualche settimana fa. Era stato ricoverato al Covid center di Trecenta, poi si era negativizzato ed era stato trasferito all’ospedale di Rovigo. Tuttavia il virus aveva lasciato segni profondi e irreversibili, così la situazione è andata peggiorando fino a ieri mattina quando ha dovuto arrendersi. Avrebbe compiuto 70 il prossimo 13 maggio. La data del funerale sarà decisa domani.

Aveva lavorato molti anni alla Bassano, poi si era adattato in altri lavoretti per poi essere assunto all’Ecogest, dove era rimasto fino all’età della pensione. Era legatissimo alla propria famiglia, alla quale non faceva mancare niente, anche nei momenti più difficili. Era molto tifoso del Milan e in questo periodo, prima che la malattia avesse il sopravvento, si stava godendo la ritrovata competitività della squadra rossonera guidata, una vittoria dopo l’altra, dall’intramontabile Ibra. Amava la pesca come occasione di relax e per stare insieme agli amici. Era una persona di compagnia per questo trascorreva parte del tempo libero al tavolo del gioco delle carte dove tra un asso e una briscola si parlava di sport, di politica e del proprio paese: Valliera.

Venerino si identificava con il proprio paese: persona bonaria, qualche volta poteva capitare di alzare la voce, ma mai con cattiveria; persona semplice quando la semplicità aiuta a valorizzare le cose importanti della vita dalla famiglia alle amicizie sincere; persona legata alle tradizioni quando esprimono i valori di una cultura popolare fondata sulla solidarietà tra persone.
"Ieri ho saputo che la situazione era molto critica - riferisce commosso un amico - La speranza di rivederlo tra noi era ogni giorno sempre più debole. Ormai erano rassegnati. Venerino era uno di noi, come cantava Antonello Venditti, per questo perdiamo tutti qualcosa, perdiamo un po’ di noi stessi”.

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