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OMICIDIO DI SANT'APOLLINARE

Lui e lei di fronte ai giudici: potranno spiegare l'aggressione col machete

Convalida del fermo del 17enne che avrebbe ucciso il padre e della 26enne fermata con lui

07/02/2021 - 20:48

Una prima occasione per spiegare la propria versione dei fatti e provare a mettere in discussione una ipotesi di reato che, al momento, è pesantissima: omicidio volontario premeditato in concorso.

Secondo la ricostruzione della Procura, il 17enne sottoposto a fermo con questa accusa avrebbe ucciso il padre, Edis Cavazza, 45 anni, con un colpo di machete alla clavicola, unico e mortale; la fidanzata, invece, Annalisa Guarnieri, 26 anni, originaria di Adria, pure sottoposta a fermo, con un’arma “gemella”, avrebbe tenuto sotto minaccia i familiari, per impedire che l’aggressione venisse bloccata.

Teatro dei fatti, il cosiddetto “Campo nomadi” di Sant’Apollinare, un gruppetto di roulotte, vicino a una abitazione diroccata, dove dimora il nucleo familiare; a questo, da qualche mese, a quanto ricostruito dagli investigatori, si era aggiunta la 26enne che, in uno dei veicoli, conviveva col 17enne. La ragione dell’omicidio sarebbe da ricercare in un rapporto ormai compromesso e in rancori verso il padre.

Come detto, a colpire sarebbe stato solo il minorenne, ma la medesima ipotesi di reato viene contestata, al momento, anche alla compagna: non solo questa avrebbe minacciato i familiari, ma avrebbe anche procurato l’arma e rafforzato il cosiddetto “intento criminoso” del giovane.

I due, dopo l’omicidio, sarebbero fuggiti in auto, per venire poi arrestati, vicino a casa del padre di lei, a Ceregnano. Durante la fuga, durata sino alle 22.30 circa, la coppia si sarebbe anche disfatta dell’arma del delitto, forse lanciata dalla vettura in corsa e a oggi non recuperata.

Domani, per entrambi, è fissata l’udienza di convalida del fermo, di fronte ai rispettivi giudici competenti. Per la posizione della maggiorenne, infatti, procedono procura e tribunale ordinari, mentre per il 17enne, i corrispondenti organismi giudiziari che si occupano di minori.

L’udienza di convalida può essere, appunto, la prima occasione per i due per fornire una propria ricostruzione dei fatti, che possa essere alternativa a quella dell’accusa. Decideranno in questo senso assistiti anche dai propri avvocati difensori. Rispettivamente Sandra Passadore di Adria per la 26enne e Alberto Zannier di Dolo per il 17enne.

Altro passaggio importante dell’inchiesta, che vede il sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo coordinare le indagini della squadra mobile, sarà l’autopsia, che verrà disposta nella giornata di mercoledì, in Procura a Rovigo. Scopo dell’accertamento tecnico non ripetibile è, come di prassi in questi casi, evidenziare quella che sia stata la causa di morte del 45enne.

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