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Il caso

Caffè Borsa, almeno quattro in corsa

Interessati alcuni storici baristi-ristoratori del centro, ma fa capolino anche il gruppo Borsari

Caffè Borsa, almeno quattro in corsa per gestirlo. E c'è anche Borsari

08/02/2021 - 21:54

E’ stata sufficiente la pubblicazione del Bando di affitto sul portale della Camera di commercio per scatenare attorno al Caffè Borsa l’interesse di almeno tre o quattro grossi imprenditori del settore. Thun lascerà a fine marzo, e i giochi sono già cominciati. E se proprio ieri la stessa Thun ha confermato quanto aveva detto alla Voce tre giorni fa (“è stata la Camera di commercio a non rinnovare il contratto”, nel senso che il contratto, di 12 anni, iniziato con la vecchia gestione, è in scadenza e non poteva essere rinnovato direttamente, senza gara) è chiaro che nelle prossime settimane la partita si farà davvero interessante. Perché i 3mila euro al mese per l’affitto del locale più importante della città non sono certamente un ostacolo per chi avrà la voglia - e la forza - di investire. A quanto ci risulta sono almeno tre gli storici baristi-ristoratori di Rovigo che stanno vagliando il bando con i propri esperti contabili. E a questi va aggiunto il gruppo Borsari, che da anni valuta uno sbarco nel capoluogo che però è sempre stato rinviato. Per Borsari il discrimine potrebbe essere l’assenza di parcheggio, che impedirebbe di replicare il locale di grande successo (bar, pasticceria ma anche spaccio aziendale di dolci) messo in piedi a Badia. Si tratterebbe, insomma, di rivedere l’impostazione del business. Per gli altri - alcuni dei quali sono molto conosciuti e si sono già fatti vedere dalle parti della Camera di commercio - la questione appare più prettamente economica. Perché l’investimento va ben oltre i 3mila euro al mese di affitto.

In primo luogo c’è il tema della licenza, che è ancora ovviamente in mano a Thun. E non è un particolare di poco conto, visto che presentarsi con una nuova licenza potrebbe comportare un importante investimento dal punto di vista strutturale (bagni per disabili, spogliatoi per i dipendenti...), mentre rilevare quella esistente consentirebbe di entrare subito in attività. Ma Thun la licenza l’ha comprata a carissimo prezzo meno di due anni fa. Poi c’è il tema degli arredi, con il colosso delle statuine che, a quanto è dato sapere, alla cessazione dell’attività, il prossimo 31 marzo, lascerà tutto dentro al locale, riservandosi di trattare l’eventuale vendita (totale o parziale) con il nuovo affittuario. Che altrimenti dovrebbe riarredare completamente il bar. Di certo l’interesse è fortissimo, e nel mondo immobiliare si parla con una qualche certezza di tempo stretti. Del tipo: chiunque la spunterà, il nuovo Borsa entro l’estate riaprirà i battenti. Di più: salvo i tempi tecnici, il bar non dovrebbe restare sfitto nemmeno per un giorno. Thun, infatti, potrà continuare a gestire il locale fino al nuovo affidamento. E nulla vieta alla stessa azienda altoatesina di partecipare a sua volta al bando.

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